Dove nessun romanzo ha mai messo piede prima

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Pubblichiamo la trascrizione dell’incontro Where No Novel Has Gone Before, tenutosi al FILL di Londra, con la partecipazione di Edoardo Albinati, Rachel Cusk e Claudia Durastanti. Il testo è a cura di Antonella Lettieri.

Il Coronet Theatre di Londra ha ospitato anche quest’anno il FILL (Festival of Italian Literature in London), ormai giusto alla sua terza edizione. Questo festival – che è nato nel 2016 come reazione allo shock della Brexit e nel tentativo di cominciare a comprendere e poi anche a sanare una frattura che ha colto di sorpresa la maggior parte degli italiani (e degli europei) qui nel Regno Unito – riunisce letterature e idee che provengono da percorsi diversi ma dimostrano assonanze che vanno oltre la superficie della nazionalità o della lingua. Proprio alla ricerca di queste assonanze, gli eventi propongono, spesso in abbinamenti nuovi e inattesi, scrittori e pensatori italiani in dialogo con le loro controparti da tutto il resto del mondo.

We need to talk about Brexit (again)

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Brex-lit è una categoria trans-genere che raccoglie sotto di sé testi ascrivibili ai generi letterari più vari – dal romanzo sperimentale a quello di idee, dalla satira alla distopia, dal romanzo realista a quello più prettamente postmoderno – che in maniera più o meno diretta riflettono sulle cause o le conseguenze causate dagli esiti del referendum.

La definizione è sufficientemente generica perché la lista di testi che compongono questo corpus possa allungarsi ogni settimana; basta infatti che in qualche modo si intraveda l’ombra di un riferimento al referendum perché il romanzo possa essere associato a questo sottogenere. Che si tratti del quartetto di Ali Smith, di The cut di Anthony Cartwright, Crudo di Olivia Laing, Middle England di Coe, The man who saw everything di Deborah Levy, The cockroach di Ian McEwan, Reservoir 13 di McGregor, Kudos di Rachel Cusk (giusto per citarne alcuni, ma la lista sarebbe lunghissima), sembra infatti impossibile per i romanzi ambientati nel presente contemporaneo inglese evitare di alludere alla  fatidica data del 23 giugno 2016.

“Maternità” di Sheila Heti. Un pezzetto di libertà vera

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Miles ha detto che la decisione spetta a me: lui non vuole figli a parte quella che ha già avuto, abbastanza casualmente, quando era giovane, che vive con la madre in un altro paese e passa da noi le feste e metà dell’estate. […]
Se proprio voglio un figlio possiamo anche farlo, ha detto, però devi essere sicura.

La protagonista senza nome di Maternità, scritto da Sheila Heti e pubblicato qui in Italia da Sellerio con la traduzione di Martina Testa, deve decidere se vuole avere un figlio e il tempo stringe. È una donna di trentasette anni, una scrittrice con sei libri pubblicati in luogo dei sei figli avuti invece da sua cugina, ha un compagno che ama, è insomma in quella fase della vita che, diamo un po’ tutti per scontato, apre alla stagione della ruminazione obbligatoria. Se vuole un figlio può averlo, ma appunto, deve essere sicura. E questo vuol dire in sostanza rispondere a quella che Rebecca Solnit ha chiamato la madre di tutte le domande. Maternità è la mappa, o forse dovrei dire il diario di viaggio, la narrazione di tutti i luoghi mentali ed emotivi in cui questa domanda ha condotto l’autrice – il libro è definito un romanzo, questa la sua collocazione editoriale, questa la definizione che Heti stessa, a giudicare dalle interviste che ho letto, preferisce. La voce narrante di queste pagine lo chiama, di volta in volta, “un profilattico”, “una scialuppa di salvataggio”, “una difesa scritta”, “il luogo di questa lotta”, “un libro per prevenire lacrime future”.

“Resoconto” di Rachel Cusk

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di Nadia Terranova In quasi tutte le pagine della mia copia di Resoconto di Rachel Cusk, pubblicato in Italia da Einaudi Stile Libero nella traduzione di Anna Nadotti, c’è una sottolineatura, almeno all’inizio, perché poi via via ho smesso di prendere in mano la matita ogni dieci secondi. Semplicemente, ho capito il gioco: tutto mi […]

“Resoconto”, la via di Rachel Cusk oltre il romanzo

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Questo pezzo è uscito su Rolling Stone, che ringraziamo. di Natalia La Terza «Tutto è iniziato con l’asma». Appena comincio a parlare con Rachel Cusk, autrice di Resoconto, primo romanzo di una trilogia in corso di pubblicazione in Italia per Einaudi, sospetto che la nostra intervista avrà la stessa struttura del suo libro: nessuna. «Ho iniziato […]