Vocabolario dei desideri: intervista a Eshkol Nevo

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Che cosa spinge uno scrittore israeliano di caratura internazionale come Eshkol Nevo ad accettare i tempi narrativi di una rubrica giornalistica? Mosso dalla curiosità di misurarsi con una sfida nuova, all’inizio del 2019, l’autore di Simmetria dei desideri e Tre piani Nevo ha accettato di scrivere per la rivista Vanity Fair una serie di racconti brevi, ispirati da una parola per oggi lettera dell’alfabeto, che ora sono diventati un libro Vocabolario dei desideri (Neri Pozza, 110 pagine, 18 euro, traduzione di Raffaella Scardi dall’ebraico) con le illustrazioni di Pax Paloscia. Nevo, con la consueta abilità nel tessere mosaici di storie, parte dalla parola desiderio per esplorare un ampio spettro dei sentimenti e delle relazioni umane.

Passaggio sulla narrativa israeliana: Kashua e Gundar-Goshen

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La narrativa israeliana si dimostra, in questi ultimi anni, in ottima salute. Questa condizione è ravvisabile in diversi romanzi che sono arrivati in traduzione italiana, tra gli altri la conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che ha riguardato Abraham Yehoshua con Il tunnel, pubblicato da Einaudi, oppure l’interessante esperimento apocalittico di Evecuazione, scritto da Raphael Jerusalmy ed edito invece da La Nave di Teseo.

In questi ultimi giorni sono arrivati in libreria due romanzi differenti, ma che continuano a testimoniare la vivacità di questa scrittura: si tratta di La traccia dei mutamenti di Sayed Kashua (pubblicato da Neri Pozza), scrittore, giornalista e creatore della divertente e irriverente sitcom “Arab Labor” sugli stereotipi incarnati dai popoli arabo e israeliano e sui conseguenti pregiudizi, e Bugiarda di Ayelet Gundar-Goshen (Giuntina), successore del giustamente fortunato Svegliare i leoni, che conferma l’autrice come una tra le migliori scrittrici israeliane.