Scritture primarie

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Pubblichiamo un articolo di Giuseppe Antonelli uscito sull’Indice dei libri del mese.

di Giuseppe Antonelli

Nel Pd scrivono in tanti. Alcuni, come Veltroni (che le primarie le vinse nel 2007) o Franceschini (che le perse nel 2009) anche racconti e romanzi che l’Indice ha puntualmente recensito. Ma quali libri hanno scritto i tre principali candidati alle prossime primarie per il segretario nazionale? Come li hanno scritti? E soprattutto: cosa si può dedurre dalla loro scrittura rispetto al loro profilo politico (che non sempre sarà necessariamente il sinistro)? Quello che segue è un esperimento di recensione comparata di alcuni libri di Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo e Matteo Renzi pubblicati a partire dal 2009, l’anno in cui Bersani fu eletto segretario.

Bello e impossibile

L’ultima riga del libro più vecchio, Basta zercar di Cuperlo (2009), recita così: “Primavera 2013 (o forse prima): il centrosinistra italiano vincerà le elezioni politiche”. Le prime righe dei libri più nuovi, Oltre la rottamazione di Renzi e Non mi adeguo di Civati (entrambi 2013), elaborano il lutto per la vittoria mutilata: “la sinistra realizza la straordinaria impresa di perdere elezioni politiche che sembravano già vinte” (Renzi); “gli elettori si erano espressi contro la grande alleanza che aveva sostenuto Monti, e se la sono ritrovata” (Civati).

Allergici ai romanzi

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Pubblichiamo una recensione di Francesco Longo, uscita su «Europa», sull’antologia «Narratori degli Anni Zero» a cura di Andrea Cortellessa (Ponte Sisto).

«Questa non è e non vuole essere un’antologia di “belle pagine”». La sorprendente antologia di scrittori italiani che hanno esordito fra il 2000 e il 2010 – curata dal critico Andrea Cortellessa – è un’opera monumentale col piglio di una contro-antologia. Le 704 pagine di testi e apparati critici sembrano contrapporsi, per spirito polemico e scelta degli autori, a una antologia degli anni Zero che non esiste. È dunque una contro-antologia, ma di un’antologia assente.

Si intitola Narratori degli Anni Zero (Ponte Sisto, con introduzione di Walter Pedullà) e come tutte le raccolte di testi assemblate con competenza e autorevolezza non può che suscitare ammirazione, dubbi e inevitabili polemiche. Quali sono i criteri della scelta adottati da Cortellessa? Come si è già visto, non la bellezza delle pagine, né i contenuti («quest’antologia non fa alcuna concessione, in quanto a criterio di selezione, ai contenuti dei testi») e neanche lo stile: «Unico criterio osservato (…) è infatti quello della qualità».