Giorgio Scerbanenco tra rosa e nero

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Questo pezzo è uscito su Alias, che ringraziamo.

Il destino di Giorgio Scerbanenco ha qualcosa di paradossale. Da un lato i suoi romanzi noir sono sempre più letti e ristampati, dall’altro permane tuttora un ostinato pregiudizio critico sul suo conto, che lo esclude da ogni canone accademico. Con buone ragioni molti hanno paragonato il caso Scerbanenco a Simenon; tuttavia, se i romanzi di quest’ultimo figurano ormai tra i classici della Pléiade, quelli di Scerbanenco non sono mai sostanzialmente usciti dagli effimeri scaffali della letteratura di genere. Per non parlare della fortuna critica: i saggi su Scerbanenco sono pochi e, salvo rare eccezioni, di modesta qualità.

Percorsi esistenziali sullo sfondo di Marghera: Francesco Targhetta

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Questo articolo è uscito, in forma abbreviata, su Alias, l’inserto culturale del Manifesto.

Nel suo Viaggio in Italia Guido Ceronetti descrive la zona industriale di Marghera come un «inferno gassoso e metallico», eppure ammette di averne ricavato un’impressione «non cattiva del tutto», «come di un’altra faccia ugualmente necessaria» di Venezia.

Ceronetti scriveva questo giudizio negli anni Ottanta; oggi gran parte delle fabbriche di Marghera sono state smantellate a causa dell’inquinamento che producevano, e chi si aggira da quelle parti si trova a attraversare uno scenario quasi post-apocalittico tra aree dismesse e reperti archeologici industriali.

Non-fiction in versi: su “A parte il lato umano” di Antonio Turolo

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Quella della narrativa non-fiction è ormai una categoria abusata (in troppi hanno cercato di ripetere il successo di Gomorra di Saviano, con esiti quasi sempre deludenti); molto più rara e originale è invece un tipo di poesia che rielabori letterariamente fatti di cronaca senza scadere nel linguaggio scialbo del giornalismo narrativo. Ma a quale tipo di cronaca attingere? Un’ottima intuizione l’ha avuta Maria Grazia Calandrone, che ha pubblicato la scorsa estate la plaquette Gli scomparsi: storie da “Chi l’ha visto” (Lieto Colle): da decenni la famosa trasmissione di Rai Tre, pur con inevitabili alti e bassi, ha saputo portare alla nostra attenzione piccole e grandi storie, che hanno alimentato il nostro immaginario come una segreta epica letteraria, e che si prestano bene a ad essere riraccontate in versi.

Fantasmi iperrealistici. Sui racconti di Luca Ricci

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Questo articolo è uscito su L’immaginazione (nell’immagine: una scena da Funny Games di Michael Haneke, 1997) .

Nonostante il perdurante quanto ingiustificato ostracismo da parte della grande editoria, il racconto continua a essere la forma più esemplare della narrativa italiana. Non per nulla alcuni dei nostri scrittori più interessanti di questi anni si sono espressi al meglio nell’ambito delle forme brevi, e non certamente in quello del romanzo di ampio respiro.

Tra gli autori di racconti delle ultime generazioni, un nome si eleva nettamente al di sopra degli altri: quello di Luca Ricci. Il suo talento è emerso fin dai libri esordiali (Duepigrecoerre d’amore, 2000, e Il piede nel letto, 2005, apparsi presso editori semiclandestini e da tempo introvabili), per poi ottenere una prima, importante consacrazione con l’uscita presso Einaudi di L’amore e altre forme d’odio (2006), forse la migliore raccolta di racconti apparsa in Italia negli anni Zero.

Su “Muro di casse” di Vanni Santoni

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Una versione più breve di questo articolo è uscita su L’Indice dei libri del mese.

Il nuovo libro di Vanni Santoni non poteva trovare migliore collocazione della nuova collana Laterza “Solaris”, che si propone di offrire una serie di sguardi sul mondo attuale non condizionati dalle vecchie categorie novecentesche (contestualmente sono usciti i saggi I destini generali di Guido Mazzoni e Stato di minorità di Daniele Giglioli, e il racconto Sottofondo italiano di Giorgio Falco). Il tema stesso di Muro di casse — saggio narrativo o romanzo saggistico, a seconda di come si preferisca catalogarlo (l’autore lo chiama, più semplicemente, ‘romanzo’) — esorbita quasi totalmente dalla storia novecentesca, se diamo per buona la celebre periodizzazione che associa la fine del Secolo breve al crollo dei regimi comunisti.

Un libro inattuale: “Tragico tascabile” di Guido Ceronetti

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Questo articolo è uscito in forma più breve su Alias / il manifesto. (Fonte immagine) Gli osservatori più lucidi dell’attualità sono, spesso, scrittori radicalmente inattuali. E oggi più di ieri occorre, forse, un certo grado inattualità per non rimanere abbagliati dagli idoli del presente e, dunque, per non soggiacervi. Ecco perché Guido Ceronetti continua a […]

In un eterno presente: l’esordio narrativo di Francesca Matteoni

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Questo articolo è uscito sull’Indice dei libri del mese.

Secondo una celebre e affascinante tesi di Carl Gustav Jung, l’archetipo del fanciullo contiene in nuce «la totalità dell’uomo». Potrebbe essere questa la chiave per accostarsi a Tutti gli altri (Tunué), esordio narrativo della poetessa pistoiese Francesca Matteoni, la quale, non per nulla, è anche una profonda conoscitrice degli archetipi e del pensiero mitico. Se, infatti, soltanto i primi capitoli di questa atipica autobiografia letteraria hanno come protagonista l’autrice bambina, anche nei successivi si torna continuamente all’infanzia, come ineludibile prefigurazione dell’esistenza. Non solo: lo sguardo narrativo di Francesca Matteoni sembra costantemente improntato a quello «stupore infantile» a cui Elémire Zolla intitolò una sua memorabile raccolta di saggi.

Il crepuscolarismo punk di Francesco Targhetta

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Questo articolo è uscito in forma abbreviata su “Alias / il manifesto”. (Fonte immagine)

Potrà sembrare paradossale, ma uno dei più significativi narratori italiani di questi anni non scrive in prosa, bensì in versi. Sto parlando di Francesco Targhetta, il quale, ancor prima di affermarsi con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie (2012), aveva già dimostrato la sue doti narrative nella raccolta poetica di esordio, Fiaschi (2009), in cui tratteggia una serie di situazioni, vicende e personaggi che rivelano il lato oscuro e inquietante della ricca provincia veneta (il titolo giocava proprio sull’ambivalenza del termine “fiasco”, che può significare bottiglia di vino, ma anche fallimento). Del resto, il poeta trevigiano è l’esponente di punta di una nuova leva di autori veneti che hanno messo fortemente in discussione le magnifiche sorti economiche del Nordest (si pensi al recente e importante esordio narrativo di Francesco Maino, Cartongesso).

Emil Cioran: meditazioni “Sulla Francia”.

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Questo articolo è apparso su “Alias/ il manifesto”. (Fonte immagine)

Emil Cioran giunse a Parigi a ventisei anni, nel 1937, dopo aver ottenuto una borsa di studio dell’Istituto francese di Bucarest per scrivere una tesi di dottorato in filosofia. In realtà, quella tesi non la concluse mai, anzi, non la iniziò nemmeno, ma, in compenso, sfruttò l’occasione di quel soggiorno per compiere un proprio personale tour de France in bicicletta, visitando anche le province più sperdute. E forse, anche da queste escursioni ciclistiche, trasse spunti utili per il sorprendente opuscolo Sulla Francia, scritto nel 1941, ma pubblicato postumo soltanto nel 2009, e ora tradotto da Voland per la cura di Giovanni Rotiroti (pp. 112, euro 13,00). Si tratta di uno scritto importante perché rappresenta un segreto anello di congiunzione tra le opere giovanili, concepite e pubblicate in Romania, e quelle della maturità, scritte in lingua francese.

Mario Luzi, cento anni di poesia. E di prosa

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Questo articolo è uscito in forma abbreviata e rimaneggiata su Europa

Mario Luzi nasceva esattamente cento anni fa, il 20 ottobre 1914, a Castello, nei dintorni di Firenze, la città dove trascorse buona parte della sua vita e morì, novantenne, nel febbraio 2005. Molti sono gli eventi che stanno celebrando la ricorrenza, a testimonianza di una fortuna letteraria e critica in continua crescita: il 27 settembre, a Pienza, è stata inaugurata un’interessante mostra bio-bliografica a lui dedicata, Mario Luzi 1914 2014. Le campagne, le parole, la luce (la stessa mostra, il cui catalogo è in corso di pubblicazione, era già stata ospitata a Mendrisio, in Svizzera); si svolgeranno vari incontri di studi, tra cui uno a Roma, il 22 ottobre, sotto l’egida del Senato della Repubblica, con interventi, tra gli altri, di Giulio Ferroni e Giuseppe Langella; sono già usciti due ricchi numeri monografici della rivista «Istmi», con scritti e interventi di e su Luzi, mentre altre riviste letterarie, come «Poesia» e «Nuovi Argomenti» (versione on-line), gli stanno dedicando degli speciali approfondimenti.