Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

Autoproduzione dammi la cura

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Fumetti dal futuro è un documentario sull’autoproduzione che già da un po’ di mesi sta girando per vari festival del fumetto, riuscendo a destare interesse e dibattito. In occasione di Lucca Comics è stato proiettato ben due volte: una all’interno della kermesse ufficiale, l’altra al Borda!Fest ovvero “l’altro festival del fumetto di Lucca”, indipendente e autorganizzato. Soprattutto in quest’ultima occasione la discussione si è fatta ancor più accesa e partecipata, un po’ perché al Borda l’autoproduzione è di casa e quindi un tema molto sentito, ma anche per la presenza fisica alla proiezione di molti “addetti ai lavori”: fumettisti, editori indipendenti, giornalisti, organizzatori di festival, etc.

Tra loro non potevano certo mancare i quattro autori protagonisti del documentario: Ratigher, Alessandro Baronciani, Dr. Pira e Maicol&Mirco. Chi però più di tutti si è preso la scena è stato Valerio Bindi: uno dei fondatori del Crack! (il festival di autoproduzione più importante d’Italia, che si svolge ogni anno a Roma dentro il Forte Prenestino). Tutto ruota intorno alla dicotomia autoproduzione/case editrici, la quale trova il suo picco più alto proprio alla fine della pellicola, quando Maicol&Mirco conclude con queste parole: “L’autoproduzione sopperisce ai difetti delle case editrici”.

“Horses”, il nuovo fumetto di Nicolò Pellizzon ispirato a Patti Smith

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Si avvicina Lucca Comics And Games (28 ottobre – 1 novembre) e come ogni anno di questi tempi valanghe di graphic novel si apprestano a invadere prima gli stand del festival e subito dopo o in contemporanea le librerie nazionali. Perché sì, cosplayer a parte, la fiera toscana continua a rappresentare l’evento più importante per tutta l’editoria che ruota intorno ai fumetti, dalle autoproduzioni ai grandi gruppi editoriali.

Tra tutto questo fiorire di opere spicca senz’altro il nuovo libro di Nicolò Pellizzon, Horses, omaggio a Patti Smith sin dal titolo. Sulla copertina, coloratissima, non sarà difficile accorgersi che le due figure disegnate in primo piano – i due protagonisti del libro –alludono “doppiamente” allo scatto con il quale Robert Mapplethorpe immortalò la cantante newyorkese donando a quel disco una potenza immaginifica unica, dettando le linee estetiche dell’immaginario punk che sarebbe sorto subito dopo nella New York di metà anni Settanta. Addirittura il personaggio di sinistra, Johnny, è quello che più ricorda Patti, mentre Patricia, a sinistra, somiglia tantissimo proprio a Mapplethorpe.

Dalla provincia al punk. Anubi, l’intervista bidimensionale

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Pubblicato sul finire del 2015, Anubi (Grrrz Comic Art Book, disponibile da lunedì in una nuova edizione con 14 tavole in più) è finito in cima a quasi tutte le classifiche di fine anno, in molte delle quali si è aggiudicato addirittura il primo posto. Con merito, sì. Tanto che possiamo già considerare questo libro — sceneggiato da Marco Taddei e disegnato da Simone Angelini — un classico dell’arte sequenziale italiana. Un romanzo a fumetti che è come una canzone punk da un minuto e mezzo: veloce, sporca, assordante, asciutta, sincera e ruvida che sputa in faccia alla gente tutto il marcio e il disagio della vita con una melodia che non si toglie più dalle orecchie.

Nelle stanze del Weekend Postmoderno

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Questo pezzo, in parte rivisto, è uscito sul Mucchio.

Nel 1990 Pier Vittorio Tondelli pubblica dunque Un weekend postmoderno, in cui tutta la materia da lui osservata (e vissuta in prima persona, come scrittore e come uomo) converge: motivi letterari, incontri, passioni musicali. Gli anni Ottanta si erano chiusi da pochi mesi, ma trovarono subito la loro più autentica narrazione: un racconto quasi-live.

Occhi che osservano Dyane o Vespe che sfrecciano nelle città emiliane cariche di ragazze e ragazzi, occhi che contemplano il colore dei tetti di Modena dal finestrino di un aereo. In viaggio per l’Europa, da Amsterdam a Vienna a Barcellona e Berlino. La ricognizione della fauna artistica in Italia. Il microcosmo strapaesano, cartoline da Correggio e Carpi. La letteratura americana, quella di Jack Kerouac e William Burroughs e John Fante, e così via.

Un’anticipazione del nuovo numero dello “Straniero”

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Il numero 162-163 di dicembre 2013 – gennaio 2014 dello “Straniero”, mensile diretto da Goffredo Fofi in libreria  in questi giorni ospita uno speciale dedicato al graphic novel, con una copertina disegnata da Paolo Bacilieri. All’interno si possono leggere gli interventi e le riflessioni sul lavoro del fumetto e le tavole inedite di Marco Corona, Manuele Fior, Roberto La Forgia, Giacomo Nanni, Ratigher, Davide Reviati, Alessandro Tota e Andrea Bruno. Inoltre un’intervista a Michelangelo Setola e Edo Chieregato e saggi e recensioni sulle opere di Zerocalcare, Gipi, Rutu Modan, David B., Sanna, Yoshihiro Tatsumi, Sammy Harkham, Jacovitti e Linus. Anticipiamo l’articolo di Nicola Villa sul fenomeno Zerocalcare.

Il fenomeno Zerocalcare

di Nicola Villa  

Il titolo di questo articolo è lo stesso di una commedia demenziale americana degli anni ottanta nella quale un gruppo di studenti sfigati, non per forza secchioni ma esperti in cose elettroniche e videogiochi, si prendeva una rivincita sulle confraternite più popolari di un college, quelle formate da studenti campioni di football e che hanno come iniziali le lettere del greco antico. Il film è stato rifatto in varie forme per tutti gli anni novanta e ancora oggi ci sono cartoni animati, come l’ultimo della Pixar, che richiamano quello schema narrativo. “La rivincita dei nerd” può essere anche il titolo del successo di Zerocalcare, un fenomeno che non ha pari nella storia del fumetto e dell’editoria nel nostro paese: come il gruppo di studenti sfigati del film, alla fine, riusciva ad avere la meglio nei confronti degli studenti buzzurri e palestrati, così un fumettista trentenne romano pubblicato da una piccola casa editrice milanese, la Bao Publishing, si contende le classifiche dei bestseller che sono da sempre terra di conquista dei grandi gruppi editoriali.