Reperti, tracce, frammenti: ritratti d’artista

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo (fonte immagine).

Potremmo chiamarli libri-pollicino. Vale a dire quei libri che, così come il protagonista della fiaba dei Grimm segue la traccia dei sassolini per ritrovare la via di casa, si affidano a una serie di frammenti per individuare un percorso e dare forma a un disegno. Programmaticamente frammentario è il modo in cui ha proceduto Reiner Stach in Questo è Kafka? (Adelphi, traduzione di Silvia Dimarco e Roberto Cazzola).

Lavorando per oltre un decennio alla biografia dello scrittore praghese (uscita in Germania in tre volumi), Stach ha fissato 99 reperti – foto, appunti, testi di canzoni, stralci da lettere e diari –, ognuno dei quali introduce a una situazione o descrive un legame, lascia affiorare una sfumatura del temperamento, qualcosa che il setaccio biografico tradizionale non intercetta. Ne viene fuori un ritratto composto da materiali minuti, un combinarsi di elementi irrilevanti che restituiscono una percezione di Kafka radicalmente terrestre.

Cos’è Kafka? Un’indagine

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Una versione ridotta di questa recensione è uscita sul Mucchio, che ringraziamo.

C’è un’opera di Andy Warhol che non conoscevo, finché non ho letto Olivia Laing parlarne in The Lonely City: Laing racconta che l’artista dei party aveva raccolto per anni gli oggetti e i detriti che le persone si erano lasciati dietro – vestiti, orecchini spaiati, un pezzo di pizza, i biglietti della metro che avevano ricoperto il pavimento della Factory – e li aveva sigillati in seicentodieci scatole, le sue Time Capsule. Non c’è personaggio più lontano da Kafka di Andy Warhol; tra l’alto e sgraziato scrittore di Praga e l’inventore delle celebrità non c’è praticamente niente in comune (anche se leggendo le rispettive biografie viene da dire che tra il desiderio di essere ovunque e quello di non essere affatto, non c’è poi grande differenza), eppure Questo è Kafka? segue lo stesso desiderio nascosto in ognuna di queste identity box, ricordare che certe figure una volta erano state persone, che avevano vissuto, come tutti.