L’Album inedito di Roland Barthes

barthes

All’interno delle principesche manifestazioni che lo scorso anno hanno celebrato il centenario della nascita di Roland Barthes, inclusa una superba mostra di manoscritti e lettere al museo Pompidou, l’editore Seuil ha pubblicato Album, a cura di Eric Marty: si tratta di un libro che riunisce inediti, immagini, documenti, archivi e lettere che, al di là della loro ovvia eterogeneità, costituiscono un’importante via di lettura dell’opera del semiologo francese.

Come sempre, non in ogni momento in primo piano, ma comunque sempre con arguzia tra le linee dei molti documenti qui raccolti, l’attenzione di Barthes si sofferma sulla lingua e sul linguaggio, forse il luogo dove il suo pensiero si è fatto più originale, certamente una risorsa ancora attuale: perché Roland Barthes, già da giovanissimo, aveva intuito il potere e la pericolosità del linguaggio e così, attraverso la ricerca linguistica che segnerà tutta la sua vita, tenterà di farne uno strumento di ripudio e sconfessione di quel potere che al suo interno tutto comprende.