Carlo Levi – “L’orologio”

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L’orologio, di Carlo Levi, si può considerare il libro sull’inizio della Repubblica, in odor di tradimento già al momento della nascita. Invitiamo a leggere Carlo Levi. E riportiamo qui un brevissimo brano del libro in questione, proprio mentre la Terza Repubblica si staglia ancora informe di là da un piccolo orizzonte.

di Carlo Levi

Roma significava tutti gli aspetti negativi di un mondo falso e fallito: con quel nome si poteva intendere il centralismo, la burocrazia inetta e parassita, il nazionalismo, il fascismo, l’impero, la borghesia, la monarchia, il clericalismo, e anche i comuni difetti, la mancanza di coraggio e di iniziativa, il cinismo, l’indifferenza e il fanatismo, la paura della libertà. Tutti i mali propri e i mali altrui si esprimevano insieme in quel nome: nell’odio si sentivano fratelli. Ma, in un certo periodo, esso aveva significato una volontà positiva, una cosa vera.

Il memoriale della Repubblica

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A oltre trent’anni di distanza dalla sua morte, il fantasma di Aldo Moro ancora interroga le fragili pareti della Repubblica. Non solo il fantasma del caso Moro, cioè del sequestro, della prigionia, dell’assassinio dello statista democristiano, e del contemporaneo scontro fermezza-trattativa. A essere ancora presente fra noi è il fantasma dell’uomo Aldo Moro, attraverso gli “scritti della prigionia” che ci sono pervenuti.