Il paradosso Gourcuff

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em>Questo pezzo è uscito su L’Ultimo Uomo.

Yoann Gourcuff ha ventisette anni, l’età migliore per affrontare il Mondiale brasiliano, e ne avrà ventinove quando la Francia ospiterà il prossimo Europeo, eppure le probabilità che partecipi a una di queste due competizioni sono prossime allo zero. Tormentato dagli infortuni, arrivato a Lione (per 22 milioni più bonus) quando il Lione ha cominciato il proprio declino dentro e fuori dai confini francesi, messo in ombra dall’esplosione recente della generazione di Alexandre Lacazette e Clément Grenier, prodotti del vivaio lionese. Grenier a ventidue anni è capitano, organizza pizza party per la squadra nei periodi difficili e ha preso il suo posto in campo, al centro del gioco del Lione; Gourcuff, costretto spesso sulla fascia, è il giocatore con lo stipendio più alto della rosa che lo scorso anno ha totalizzato appena 18 presenze (e quello prima 13 presenze, di cui solo 10 da titolare; il che significa che nelle ultime due stagioni ha realizzato appena 5 gol e 4 assist). Sull’ultimo numero di France Football è rappresentato in una vignetta sulle spalle di Jean-Michel Aulas, presidente dell’OL che, a uno sportello del Tesoro, con la faccia rossa e sudata dalla fatica, chiede una riduzione delle tasse per «persone a carico». Nella vignetta YG ha un sorriso stupido e gira la testa in direzione di una farfalla.

Vikash Dhorasoo. La vita è una e la maggior parte di noi la passa in panchina

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Questo pezzo è uscito su Vice.

The Substitute è il film girato da Vikash Dhorasoo durante quel mondiale del 2006 passato quasi interamente in panchina. A 36 anni, quel mondiale avrebbe potuto essere l’happy-ending  di una carriera complicata da un carattere difficile (problemi con gli allenatori, pochi amici tra i calciatori). Una ciliegina senza torta, o quasi (ha comunque vinto due campionati da titolare nel Lione di Le Guen). Se lo era conquistato giocando praticamente tutte le partite di qualificazione. In nazionale poi aveva ritrovato l’allenatore più amato, Raymond Domenech, con cui dieci anni prima aveva partecipato alle Olimpiadi con la nazionale under 21. Ma quello del 2006 sarebbe stato sopratutto il mondiale del ritorno di Zidane e dell’esplosione di Ribery (che ha esordito in nazionale proprio in Germania). Il video qui sopra mostra i dieci minuti di Dhorasoo contro la Svizzera, prima partita del girone, a cui vanno aggiunti altri sei minuti contro la Corea del Sud pochi giorni dopo, per avere l’integralità del suo contributo alla spedizione francese. Quel tiro di controbalzo su assist di Luis Saha è l’unica occasione avuta da Dhorasoo per cambiare, non sapremo mai come, mai quanto, il suo ruolo in quel mondiale e, probabilmente, il ricordo che i francesi avrebbero avuto di lui.

Stili di Gioco: Zinedine Zidane /1

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Pubblichiamo la prima parte di un articolo di Daniele Manusia, uscito su «Vice», su Zinedine Zidane.

Nell’intervista apparsa sul supplemento del sabato di Le Monde, in occasione dei suoi quarant’anni (compiuti lo scorso 23 giugno), Zidane dice cose tipo: “Lo so, la gente si chiede: ma Zidane dov’è? Che fa? Sono una persona libera. Voglio fare quello che mi piace, quello che mi interessa. Non mi agito. Mi prendo tutto il tempo che mi serve (…) Devo ancora capire quello che farò nel prossimo futuro. Ma il pensiero si sta muovendo nella mia testa”. O, ancora: “Non si può piacere a tutti. Il panorama cambia. Probabilmente sono meno amato di prima. È normale”. Il pezzo si intitola L’età della ragione e Zidane sintetizza: “Se mi chiedete: sei felice nella tua nuova vita come lo eri in quella precedente? La risposta è no”.