Storie di corpi e sabbia: “Lingua nera” di Rita Bullwinkel

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, l’inserto culturale della Stampa, che ringraziamo.

Secondo Julio Cortázar, laddove il romanzo possiede una struttura poliedrica, il racconto richiamerebbe la forma di una sfera; più precisamente, secondo lo scrittore argentino, «il sentimento della sfera deve preesistere in qualche modo all’atto di scrivere il racconto, come se il narratore, soggiogato dalla forma che assume, si muovesse implicitamente in essa e la portasse alla sua estrema tensione, cosa che fa, appunto, la perfezione della forma sferica».

Leggendo le storie brevi che compongono Lingua nera, la raccolta d’esordio di Rita Bullwinkel – uscita in Italia per Black Coffee, nella traduzione di Leonardo Taiuti – non sembra di avere sempre a che fare con una sfera; qua e là la scrittura di Bullwinkel insegue altre traiettorie, componendo piccoli o piccolissimi mondi frastagliati.