Il racconto dei racconti: Anna Maria Ortese secondo Rossella Milone

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Inauguriamo oggi una nuova rubrica in collaborazione con il portale Cattedrale: Rossella Milone, a breve in libreria per minimum fax con Il silenzio del lottatore, di volta in volta analizzerà un racconto italiano. La prima puntata a è dedicata a Un paio di occhiali, racconto di Anna Maria Ortese tratto da Il mare non bagna Napoli.

Eugenia è una bambina cresciuta in un vicolo della Napoli del dopoguerra. Le bombe hanno lasciato macerie e residui di un’umanità appesa alle ringhiere dei balconi. La città sfregiata non si è solo rotta, ma ha fatto venire a galla – come da un tombino troppo pieno – ciò che già c’era, e sempre c’è stato. I miserabili, i pezzenti, una forma di vita sfasciata, l’indolenza sotto al sole, macchiata da un atavico vittimismo borbonico. Eugenia sta lì, con il padre Peppino, la madre Rosa, zia Nunzia, una caterva di fratellini, una serie di personaggi limitrofi che danno lo sfondo al racconto. Il paesaggio, diciamo, che, secondo la poetica di Anna Maria Ortese, si esprime attraverso il racconto delle persone.