Bersani alla Corrida della gggente

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Da ragazzo non riuscivo a guardare nemmeno dieci minuti della Corrida. Non sostenevo fisicamente la visione, dovevo a tutti i costi alzarmi e cambiare stanza o canale. Non sopportavo la gente che veniva umiliata, si faceva umiliare, si umiliava volontariamente. Mia mamma, equilibrata ed “empatica”, mi spiegava che per un anziano stonato andare lì a farsi fischiare era una bella cosa, perché sta finalmente in televisione e quando torna a casa tutti lo fermano e si fanno raccontare come sono gli studi di Canale 5, gli offrono un caffè, gli chiedono se Corrado è davvero alla mano. Perché, a conti fatti, “il simpatico vecchietto” è uscito dall’anonimato, per i suoi quindici minuti, e bisogna anche capire gli altri, giudicandoli non sulla base delle nostre impuntature e preferenze.

“L’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”

Giacomo-Matteotti

Oggi il Movimento 5 Stelle ha eletto i suoi capigruppo: per alzata di mano, ha vinto Roberta Lombardi con 39 voti su 107 come capogruppo alla Camera. Dal suo blog abbiamo preso questo discutibile e recente post. L’Italia sotto formaldeide Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, […]

Intervista ad Amélie Nothomb

amelie-nothomb

Partendo da due libri con l’omonimo titolo «Occupy Wall Street», uno di Riccardo Staglianò uscito per Chiarelettere, l’altro di autori vari appartenenti al movimento uscito per Feltrinelli, Alessandro Leogrande fa il punto sulla protesta dopo lo sgombero di Zuccotti Park in questo articolo uscito su «Saturno».

Può esistere un movimento senza leader? Quando la totale orizzontalità di un movimento di protesta rischia di rovesciarsi nel suo contrario, o addirittura di diventare controproducente? Sono queste le domande che attraversano due libri usciti di recente. Hanno il medesimo titolo, Occupy Wall Street, e costituiscono un dettagliato resoconto di quanto è accaduto negli ultimi mesi del 2011 a Zuccotti Park. Il primo, edito da Chiarelettere, è un reportage “dentro la protesta” di Riccardo Staglianò; il secondo, edito da Feltrinelli, è un lavoro collettivo nato dall’interno dei gruppi di lavoro del movement. Eppure, per essere un testo “interno”, è notevolmente autocritico e pieno di spunti di riflessione.