Fermarsi all’orizzonte degli eventi: i critici in 2666

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di Leonardo Merlini

La cosa sta assumendo i contorni dell’ossessione, ed è giusto così. Probabilmente deve semplicemente essere così. L’ossessione dello scrittore, quella dei suoi personaggi per ritrovare un altro scrittore, l’aura di leggenda che circonda sia l’autore reale (ma cosa siala realtà continua a essere tema di sacrosanto dibattito) sia quello immaginato, il gorgo d’orrore di un luogo che è una specie di catastrofe dell’umanità. Rileggendo per l’ennesima volta 2666 di Roberto Bolaño – libro da cui sono partito e a cui periodicamente ritorno, con la stessa sensazione di non conoscenza illuminante che ha accompagnato la prima lettura – e in particolare La parte dei critici, personaggi con i quali una dichiarata vena di protagonismo mi fa sentire una certa vicinanza, finisco con avere delle epifanie sorde, minori, ma costanti e sempre diverse.

La realtà è un buco nero: perché (ri)leggere Chiamate telefoniche di Roberto Bolaño

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di Camilla Marchisotti Durante la quarantena nelle sue varie fasi, la sensazione è che in molti abbiano approfittato del tempo sospeso per affrontare quei libri considerati imprescindibili, ma troppo lunghi per essere digeriti in un tempo ordinario fittissimo di impegni. Tra questi, spicca 2666 di Roberto Bolaño. Recentemente, la foto della copertina coloratissima di Adelphi, […]

The Last of Us Part II: odiare non serve a niente

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“Un’oasi d’orrore in un deserto di noia.” Baudelaire/Bolaño   [Con qualche spoiler] Finito The Last of Us Part II, di tanto in tanto mi tornano davanti agli occhi alcune scene del gioco. Joel alla chitarra, Ellie seduta a riva su una spiaggia desolata, Abby che sfida le vertigini sul ciglio di un grattacielo immerso nella nebbia. […]

Il giorno in cui Roberto Bolaño non incontrò Bernardo Bertolucci

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Questo articolo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia Bernardo Bertolucci amava molto Roberto Bolaño. Ricordo, durante l’ultimo anno di vita del regista, delle lunghe chiacchierate sullo scrittore cileno. Bertolucci considerava giustamente I detective selvaggi tra le più grandi opere letterarie dell’ultimo quarto di secolo, e trovava formidabili i racconti di Chiamate […]

Intervista a Rodrigo Fresán, l’ultimo romantico tra Roberto Bolaño e Nicola Di Bari

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Pubblichiamo un’intervista uscita originariamente su Altri Animali, che ringraziamo. (fonte immagine)

di Marco De Laurentis

Per parlare di Rodrigo Fresán è quasi inevitabile chiamare in causa lo spirito di Roberto Bolaño. Uno dei meriti collaterali dello scrittore cileno è stato quello di aver recuperato o addirittura introdotto alle nostre latitudini alcuni grandi scrittori latinoamericani poco o nulla conosciuti in buona parte del cosiddetto Occidente (si vedano Parra, Saccomanno, Lemebel, Pron, Alan Pauls, solo per citarne alcuni). Rodrigo Fresán fa parte a pieno titolo di questo gruppo. I due, come è noto, erano legati da una profonda amicizia.

Argentino, classe 1963, Fresán ha avuto successo in patria nel 1991 grazie alla sua raccolta di racconti Historia argentina. Al contrario del suo amico cileno però, Fresán ha un carattere mite e sornione, non è stravagante né usa iperboli ma è sempre schietto, ogni sua risposta finisce con una battuta ironica ma mai amara. A differenza di Bolaño ama la letteratura nordamericana, ma come lui è un bibliomane incallito, sembra DAVVERO che abbia letto di tutto. Un lettore prima che uno scrittore.

Il Bolaño selvaggio

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È in libreria l’edizione aggiornata del Bolaño selvaggio, la raccolta di saggi sullo scrittore cileno uscita per Miraggi. Di seguito pubblichiamo l’introduzione di Alessandro Raveggi, ringraziando editore e autore.

di Alessandro Raveggi

«La vita, sicuramente, che ci mette sotto il naso i libri necessari solo quando sono assolutamente necessari», si legge ne Los sinsabores del verdadero policía. E io dico così: «Perché proprio Bolaño?» – me lo sono chiesto spesso. Nel 2002 vivevo a Granada in Andalusia, e in una libreria di fiducia, suggestiva e tutta accatastata, che si illuminava come un fuocherello speranzoso nel gelido inverno offerto dalla Sierra Nevada, trovai per caso, in mezzo ad altri mille libri e autori in spagnolo, quella che sarebbe divenuta una delle mie bibbie: Los detectives salvajes di tale Bolaño Roberto, un autore mai sentito prima – in Italia era in realtà uscito in molta sordina per Sellerio già dal 1997.

La biografia inventata. Bolaño attraverso Belano

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Festivaletteratura.it, che ringraziamo. di Marco Mongelli Arturo Belano è un’entità ricorrente dei romanzi e dei racconti dello scrittore cileno Roberto Bolaño, a volte solo come personaggio (Amuleto, I detective selvaggi), altre anche come voce narrante (Stella distante, 2666). Ma Arturo Belano è anche il nome che Roberto Bolaño si è dato nel proprio mondo […]

Ritrovare l’oggetto perduto: una conversazione con Fabrizio Gifuni

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di Nicola Lagioia Questa conversazione è uscita su La Repubblica, che ringraziamo. Fabrizio Gifuni è uno degli attori più interessanti in cui è possibile imbattersi oggi andando a teatro. Chi l’ha visto lavorare su Gadda e Pasolini, su Camus e Primo Levi, su Cortázar e Bolaño sa che questo cinquantatreenne romano con ascendenze siciliane e […]

“La dimensione oscura”: intervista a Nona Fernández

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di Francesco Fava

Nona Fernández (Santiago de Chile, 1971) è una delle voci imprescindibili dell’attuale letteratura ispanoamericana. A partire dal folgorante romanzo d’esordio, Mapocho (del 2002, meritoriamente proposto in italiano dalla casa editrice gran vía nel 2017), tutta la sua opera tesse e ritesse i fili – nascosti, recisi o rimossi; pubblici e insieme privati – che dal Cile odierno si tendono retrospettivamente verso gli anni della dittatura. Fernández torna ora a coltivare la propria personale ossessione letteraria nella sua ultima opera, magistrale: La dimensione oscura, pubblicato sempre da gran vía nella traduzione di Carlo Alberto Montalto.

Il sangue di Arca al VIVA Festival 2018

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Un racconto dell’esibizione del dj e producer Arca dalla seconda edizione del VIVA Festival, gemello pugliese del Club to Club di Torino. (Foto di Clarissa Ceci su concessione dell’organizzazione, che ringraziamo).