Mr Tod’s e il Colosseo

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari, autore del pamphlet Le pietre e il popolo, uscito ieri sul Fatto quotidiano.

Diego Della Valle va annoverato tra i padri della Patria o è un furbetto che vuole fare le scarpe al Colosseo?

La risposta è nel contratto di sponsorizzazione firmato nel gennaio 2011 tra il padrone delle Tod’s e l’allora commissario dell’archeologia di Roma, Roberto Cecchi. Come è noto, in quell’occasione Della Valle si impegnò a donare 25 milioni di euro (deducibili fiscalmente) per finanziare il restauro dell’Anfiteatro.

In cambio di cosa? La Tod’s dichiara che costituirà l’Associazione Amici del Colosseo: non, come il nome indicherebbe, una libera riunione di cittadini capace di autodeterminarsi attraverso il voto, ma una fondazione controllata da Della Valle. E quasi tutti i benefici riservati allo sponsor vengono girati da Tod’s a questa fondazione.

Disinformazione ad arte

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari, uscito sul blog del «Fatto Quotidiano», sulla disinformazione nel mondo dell’arte.

di Tomaso Montanari

In fatto di arte figurativa, la stampa italiana è un monumento alla disinformazione.

Notevole, per esempio, l’articolo di Silvia Ronchey sulla «Stampa» del 22 maggio scorso. Secondo la nota bizantinista, la battaglia civile e intellettuale contro l’acquisto pubblico del famigerato Cristo seriale ligneo di primo Cinquecento madornalmente attribuito a Michelangelo Buonarroti sarebbe figlia della maniacale polemica coltivata da Luciano Canfora contro il papiro di Artemidoro pubblicato da Claudio Gallazzi, Baerbel Kramer e Salvatore Settis.

In realtà le due vicende sono l’una il contrario dell’altra: nel caso del Michelangelo gli unici sostenitori dell’attribuzione sono quelli che l’hanno studiato per l’antiquario e/o che l’hanno comprato per lo Stato. Nel caso del papiro, tolti gli studiosi legati in qualche modo ai contendenti, si registrano più di sessanta interventi in sede scientifica dei quali solo uno nega l’autenticità del manufatto.