La grazia e la disperazione di Pier Paolo Pasolini

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Questo pezzo è uscito sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che ringraziamo insieme all’autore.

di Vito Amoruso

«Lavoro tutto il giorno come un monaco/ e la notte in giro, come un gattaccio/ in cerca d’amore. Farò proposta/ alla Curia d’esser fatto santo./ Rispondo infatti alla mistificazione/ con la mitezza. Guardo con l’occhio /d’una immagine gli addetti al linciaggio. /Osservo me stesso massacrato col sereno/ coraggio di uno scienziato. Sembro/ provare odio, e invece scrivo/ dei versi pieni di puntuale amore».

Sono versi, datati 21 luglio 1962, tratti da Poesia in forma di rosa (1964), uno dei più sperimentali libri di poesie che Pasolini abbia scritto.

Cronache emiliane d’epica geografia artistica

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Vasco Brondi aka Le luci della centrale elettrica sarà a Roma, alla Pelanda del Macro a Testaccio, il 17 e 18 ottobre alle 22 per il Romaeuropa Festival con “Cronache emiliane”. Lo spettacolo è un reading-viaggio musicale in Emilia con foto di Luigi Ghirri, testi di Gianni Celati, Roberto Roversi, Pier Vittorio Tondelli, Cesare Zavattini, Giorgio Bassani e canzoni delle Luci. Musiche originali composte e sonorizzate dal vivo da Federico Dragogna. Quest’articolo di Vasco Brondi è uscito su pagina99we. (Immagine: Luigi Ghirri, Ostiglia, Centale Elettrica, 1987)Quest’articolo di Vasco Brondi è uscito su pagina99we. (Immagine: Luigi Ghirri, Ostiglia, Centale Elettrica, 1987)

di Vasco Brondi

Lungo lo stradone una fila di negozi con tutti i sacramenti moderni, e donne che vanno a far la spesa pedalando come se il tempo per loro non avesse peso. Una chiesetta in stile gotico d’epoca fascista, fioriture di antenne televisive sui tetti, e anche qui quel tono da vita nelle riserve. È un po’ come essere sotto il livello standard del progetto finanziario di vita universale. 

Gianni Celati, Verso la foce

Mi sono accorto all’improvviso di vivere in Emilia attraverso le cose che leggevo, le canzoni che ascoltavo, i film che guardavo.

Da Pascoli a Busi, critica in contropiede

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Questo articolo è uscito, in forma abbreviata, sul quotidiano Europa.

Da alcuni anni a questa parte, il trentaquattrenne Matteo Marchesini, conosciuto anche come poeta e narratore, si è imposto come una delle voci più acute e stimolanti della nostra critica letteraria. Impresa tutt’altro che facile in un mondo in cui la critica ha ormai perso la propria tradizionale autorevolezza e lo spazio dedicato alla letteratura nelle pagine culturali dei quotidiani è sempre più esiguo. Oggi i critici acquistano una qualche visibilità soltanto quando sono coinvolti in qualche (più o meno oziosa) polemica, per esempio quella innescata recentemente da un discusso articolo di Franco Cordelli.

Ricordando Roberto Roversi

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Pubblichiamo un articolo di Christian e Veronica Raimo su «Caccia all’uomo», l’ultimo libro del poeta Roberto Roversi scomparso qualche giorno fa.<

di Christian e Veronica Raimo

Poeta, partigiano, romanziere, sodale di Pasolini e Leonetti nel fondare Officina, direttore di Lotta Continua, libraio militante per sessant’anni, paroliere per Lucio Dalla e gli Stadio: quattordici lettere. Se non vi sovviene immediatamente il nome di uno dei più importanti intellettuali italiani viventi, è perché Roberto Roversi negli anni ’60 ha fatto una scelta controcorrente che oggi ne fa anche un pioniere e un modello per chi ragiona di nuove politiche editoriali: ha deciso di non pubblicare più per grandi gruppi editoriali, di autoprodursi e autodistribuirsi.

Lucio Dalla: Il futuro? Non c’è. Ma bisogna essere pronti a tutto

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Un’intervista inedita di Lorenza Pieri a Lucio Dalla, fatta in occasione del cinquantenario della morte di Tazio Nuvolari, per cui il cantautore bolognese scrisse l’omonima canzone. Nelle parole di Dalla intervistato ravvisiamo i cambiamenti di un’epoca, la nascita dei miti contemporanei e la solitudine degli idoli, la sua idea di globalizzazione e la sua visone del futuro, piena di speranze. Salutiamo con questo pezzo, per l’ultima volta, un grande artista italiano.

di Lorenza Pieri

La sua è una delle più belle canzoni dedicate a un mito sportivo. Come è nata «Nuvolari»? È stata un’idea sua o di Roversi?
L’idea è venuta a Roversi. Roversi a livello letterario era ed è uno dei poeti più importanti d’Italia. La sua presenza per me è stata fondamentale. È stato il mio maestro. La sua è stata un’educazione letteraria e umana. In questo senso il testo che lui ha scritto non è neanche stato rivisto da parte mia perché sapevo che veniva “dall’alto” nel vero senso della parola.