La femminilità tra metafora, imposizione e scelta

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Questo intervento è stato preparato nel 2010 per il Festival dell’eccellenza al femminile di Genova. (Immagine: Roy Lichtenstein)

Parto da una confstatazione evidente: le donne sono state escluse per secoli dalla polis, ma lo stesso non si può dire della “femminilità”, della costruzione sociale e culturale del “genere” femminile, della rappresentazione che l’uomo, unico protagonista della storia, ha dato all’altro sesso, delle norme, dei ruoli, che nel corso della sua civiltà ha imposto per controllarne il destino e piegarlo a proprio vantaggio. Le donne si sono trovate così al centro di una contraddizione difficile da affrontare e modificare: la loro esaltazione immaginativa e la loro insignificanza storica.

La chiave gigante di Villiod

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Questo pezzo è uscito sul Sole 24 Ore. (Immagine: Eugene Villiod.)

La città è una tra le più grandi tecnologie che gli esseri umani abbiano inventato. È spazio fisico in continuo mutamento attraversato da una popolazione altrettanto mutante. È progetto e incidente, razionalità e caso, lungimiranza e improvvisazione. Inevitabilmente la città è l’insieme delle esperienze che è possibile compiere al suo interno. Tra queste la fantasticheria è fondamentale.

In Parigi. Un apprendistato (edizioni di passaggio, traduzione e curatela – accuratissime – di Roberta Coglitore) Roger Caillois propone una percezione della capitale francese tanto lucida quanto complessa proprio affidandosi a una forma di pensiero involontariamente deflagrante, in grado di mescolare il presente al passato e al futuro, nonché di dissolvere il confine tra reale e irreale.