Il cinema italiano offre molto di meglio che “Perfetti sconosciuti”

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Sette amici a cena (tre coppie a diversi livelli di armonia, da idillio a catastrofe imminente, più l’amico separato sensibile e un po’ impacciato) decidono di condividere messaggi e telefonate che riceveranno nell’arco della serata, un po’ per gioco e un po’ per dimostrarsi a vicenda che non hanno niente da nascondere.

Invece sono pieni di segreti più o meno sordidi, e l’esperimento traligna in una resa dei conti che manderà all’aria le loro relazioni e le loro vite.

Attorno a questo spunto, che in una scuola di sceneggiatura verrebbe probabilmente utilizzato per illustrare agli studenti il concetto di idiot plot – coniato negli anni Settanta da Roger Ebert per indicare le trame che si risolverebbero da sole se i personaggi evitassero di comportarsi come degli idioti – si sviluppa Perfetti sconosciuti, commedia di Paolo Genovese premiata ai David di Donatello come miglior film italiano dell’anno.