Roma sotto attacco. Cosa sta succedendo a Centocelle

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Criminalità, spaccio, fascismo, racket, mafia: queste le parole che sono state usate maggiormente, tra le istituzioni e il dibattito pubblico, nel racconto di ciò che sta avvenendo nel quadrante est di Roma, in particolare nel quartiere di Centocelle.

La vicenda – che ormai ha assunto rilevanza nazionale – si è aperta lo scorso 25 aprile, quando alle ore tre e venti circa del mattino ignoti hanno incendiato con una bomba carta la libreria e caffetteria La pecora elettrica, in Via delle Palme, nel quinto municipio della città. La violenza di sei mesi fa era stata spesso e indisturbatamente ricondotta alla matrice politica, dato soprattutto il noto retaggio antifascista e il carattere di aggregazione culturale della libreria.

Diario dello smarrimento

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di Ilaria Palomba Diario dello smarrimento di Andrea di Consoli (InSchibboleth edizioni, 2019, pp. 167, euro15) infrange la scolastica distinzione tra i generi: narrativa, saggistica e poesia, li contiene tutti; è un affresco neorealistico del presente, nato come raccolta di post su Facebook, dove non mancano ritratti umani di uomini noti e non, ricchi e […]

Esquilino: il Cristo morto tra i rifiuti

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Questo lungo reportage fu scritto, e poi pubblicato, nel 2016. Adesso credo sia il momento di condividerlo anche on line. di Nicola Lagioia A pochi passi da dove abito, nel quartiere Esquilino, a Roma, il giorno dopo il solstizio d’estate, alle tre del pomeriggio, tornando a casa trovo un vecchio signore gettato per terra, mezzo sepolto […]

La giovane pensionata (Un racconto di Chiara Pazzaglia)

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di Chiara Pazzaglia Mi sono laureata, ho offerto un brindisi a qualche amico dopo la discussione e poi ho ripreso la mia routine. Seguendo la mia coinquilina già da qualche mese lavoro part time in un call center. Ogni giorno mi danno un questionario e una lista di numeri da chiamare, siamo in venti in […]

Al cuore, Cuarón! Su Roma, con spoiler

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Parte molto lento, Roma, soffermandosi a lungo sui fatterelli quotidiani di una famiglia borghese del quartiere Colonia Roma, Città del Messico, negli anni ’70. All’inizio seguiamo soprattutto le faccende di Adela e Cleo, domestiche indie della famiglia, e il rapporto tra le due: Adela è quella più esperta, Cleo invece sta ancora provando a farsi una vita fuori dal lavoro. Per il resto: attenta al cane Borras, lava a terra, cucina, occhio alle quattro pesti che gironzolano per casa, il tè per padron Antonio è pronto?, donna Sofia è rientrata?

La felicità è un maiale morto sul Müggelsee

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di Marco Mantello   “Vagano per decenni sulle distese di ghiaccio della noia e dell’abitudine e intanto si odiano, si odiano perché uno dei due è più distinto dell’altro, perché ha ricevuto un’educazione più raffinata e tiene il coltello e la forchetta in maniera più elegante, o perché ha conservato lo spirito di casa inculcatogli […]

La tomba dell’amore? – Intervista a Luca Ricci sugli Autunnali

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Raccontisti che si fanno romanzieri. Fino a qualche anno fa due dei nomi che uscivano con più frequenza come migliori raccontisti italiani erano quello di Paolo Cognetti e il tuo. Poi Paolo ha vinto lo Strega, sì, ma con un romanzo. Adesso anche tu sei uscito con un romanzo. Esiste una forza che spinge i raccontisti a diventare romanzieri? C’entra col pregiudizio dell’editoria italiana rispetto alla forma breve? short-story1

Il racconto è la sezione aurea delle storie, funziona davvero solo se è perfetto; il romanzo è un contenitore in grado di accogliere le cose più disperate, ha una forma slabbrata e flessibile. La mia sperimentazione come romanziere è stata precisamente quella di voler scrivere un romanzo come un racconto. Con la stessa verticalità e, cosa ben più grave, non volendo rinunciare alla volontà di perfezione che anima lo scrittore di racconti. Cosa ne è venuto fuori lo diranno i lettori, ma di sicuro non si tratta di un’abiura rispetto al mio percorso. Casomai è una celebrazione del racconto sotto mentite spoglie.

Carlo Carabba: l’imbarazzo della memoria

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La neve come elemento rivelatore, organo instabile capace di ovattare, di rendere più omogeneo un paesaggio e infine restituirlo con le tracce – soprattutto quando come nel romanzo di Carlo Carabba, Come un giovane uomo (Marsilio), si tratta di un paesaggio mentale, della memoria – di un passato che riprende a sgorgare tra i pensieri […]

Roma città di merda

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Perché esplodono le strade, perché si graffiano?
La periferia non è più solo l’ammasso di borgate,
quelle studiate, o ricordate, Pasolini, Ferrarotti,
studi di settore, divisione in lotti, l’edilizia popolare;
c’è invece una guardiola con passaggio a livello,
polizia condominiale, ringhiere di ferro,

I difetti fondamentali – intervista a Luca Ricci

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È appena uscito il tuo nuovo libro I difetti fondamentali. Non solo un libro di racconti con una major, nel 2017, ma addirittura un libro di racconti sugli scrittori. Come hai fatto a convincere Rizzoli?

Nell’autunno 2015 si è svolto un pranzo di lavoro a Milano, tra me e due figuri che si sono qualificati come Michele Rossi (responsabile narrativa italiana Rizzoli) e Stefano Izzo (editor narrativa italiana Rizzoli). Di lavorare insieme a un «libro di racconti»- espressione che è l’equivalente culturale di «Frau Blücher» in Frankenstein Junior, insomma fa imbizzarrire gli editori- me l’hanno proposto loro. Io sulle prime ho pensato a uno scherzo, poi invece mi è arrivato addirittura un contratto. Le questioni tra editore e scrittore sono storie d’amore, e Rizzoli ha saputo corteggiarmi, non c’è dubbio.