La stanza profonda

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È appena uscito in libreria per Laterza La stanza profonda, il nuovo romanzo di Vanni Santoni. Proponiamo un estratto dal primo capitolo.

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… In quella, bussano. Due cazzotti, più che due colpi di nocche, sul portone.
Guardi il cellulare, in effetti sono già le quattro del pomeriggio. Apri.
Oi master.
Ciao Bollo, dici, poi ti blocchi. Accanto a lui, al vecchio Bollo che entra a colpo sicuro, lui stesso di nuovo e subito parte della stanza, un bambino. Tiene il cellulare a due mani, in orizzontale, di certo per un videogame. Capelli rossi, otto o nove anni. Davvero non sai nulla del Bollo da tutto questo tempo?
Ma…
Cosa c’è?
Chi è questo marmocchio?

Discorsi sul metodo – 17: Mircea Cărtărescu

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Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. I suoi ultimi libri usciti in Italia sono Abbacinante – Il corpo (Voland 2015) e Il poema dell’acquaio (Nottetempo 2015).

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Scrivo due ore al giorno, sempre la mattina, sembra poco ma in realtà quando mi metto a scrivere le utilizzo in modo integrale, senza pause o distrazioni, è un lavoro molto intenso, devono uscire, ed escono, due-tre pagine a mano, scritte fitte. La disciplina è essenziale, ma ancora più essenziale è essere predisposti a ricevere un messaggio. Mi spiego: credo che in letteratura esistano vari livelli. Il primo livello, ovviamente dopo il dilettantismo, che è il livello zero, è quello che potremmo definire ‘professionale’: si ha il dominio di un set di tecniche e si riesce a lavorare con regolarità; a questo livello fare un libro è come fare una scarpa, ci sono un sacco di romanzieri, non solo di genere, che stanno a questo livello e non hanno altre ambizioni, sanno scrivere romanzi, scrivono romanzi: si tratta di gente che svolge un mestiere.

Discorsi sul metodo – 16: Merritt Tierce

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Merritt Tierce è nata in Texas. Il suo libro d’esordio, Carne viva, è uscito in Italia nel 2015 per SUR. * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Scrivo zero ore al giorno: ecco la verità. Almeno in questo momento. Il fatto è che non ho […]

Muro di casse

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Sabato 16 maggio alle 15 debutterà al Salone Internazionale del Libro di Torino la nuova collana Solaris di Laterza, con i quattro titoli Sottofondo italiano di Giorgio Falco, Stato di minorità di Daniele Giglioli, I destini generali di Guido Mazzoni e Muro di casse di Vanni Santoni. Presentiamo un estratto da quest’ultimo.

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Avevi un tempo una ragazza a Brighton. Vi eravate conosciuti a una festa; a volte veniva a trovarti, altre andavi su da lei. Quando eri là, spesso andavate a ballare, occasioni in cui lei e la sua compagnia mandavano giù quantità sorprendenti di pasticche, ma ancora più frequenti erano le serate in casa a bere, nelle quali era popolare uno scherzo ai danni del primo che si addormentava ubriaco in poltrona o sul divano: per prima cosa se ne testava la reattività dandogli piccoli schiaffi o scrivendogli sulla fronte con un pennarello; appurata la non reversibilità del suo stato, gli si mettevano addosso un paio di coperte, lo si caricava su un furgone con poltrona e tutto, lo si portava in un campo fuori città e lo si mollava lì ad aspettare l’alba.

On the road con Sandro Veronesi

Questa intervista è uscita per Il Mucchio

di Liborio Conca

Quello che si dice un’intervista On the road: durante uno spostamento in auto, munito di vivavoce, uno dei protagonisti della letteratura italiana di questi anni ci racconta la genesi del suo nuovo e assai denso romanzo XY.
Veronesi appartiene a quella razza rara di autori che riescono a combinare successo di pubblico e ottimi riscontri critici.

In morte di Michel Houellebecq

Questo articolo è uscito sul Riformista

di Francesco Longo

Chi teorizzò la famigerata “morte dell’autore”, non avrebbe mai pensato che un giorno Michel Houellebecq sarebbe stato ucciso nel cuore di un suo romanzo. Ogni volta che esce un libro di Houellebecq la comunità letteraria internazionale si prepara a leggere una sua nuova provocazione, che arriva regolarmente.

Seminario sui luoghi comuni

Mickey Sabbath vuole farsi la moglie dell’amico che lo sta ospitando in casa. D’altra parte nella vita ha fatto il burattinaio hipster, come John Malkovic verso la fine di Essere John Malkovic. La coppia di vecchi conoscenti del giro artistico è progressista, sana, well-wishing, generosa, e Sabbath è uno di quegli antiprofeti cresciuti nella cultura di sinistra e che la vogliono confutare dal di dentro, godendone intanto i vantaggi

Seminario sui luoghi comuni

24. Ma è pazza? di Francesco Pacifico Winterbourne, il protagonista-osservatore di Daisy Miller di Henry James, è un caso davvero interessante: carico di giudizi e pregiudizi sull’ingenuo spirito libero di Daisy Miller, li esprime però con una certa attenzione: come se a Daisy fosse dovuto uno strano e quasi involontario omaggio per la grazia naturale […]

Bloomsday: l’importanza di chiamarsi Bloom a Dublino

Questo articolo è uscito stamattina sul Riformista Bloomsday 2010: la tecnologia incarna un mito letterario. Il 16 giugno del 1904 James Joyce uscì con Nora Barnacle, ragazza di cui si innamorò subito, e che nel giro di pochi anni diventerà la madre dei suoi figli. A quel giorno di giugno, Joyce dedicò uno dei romanzi […]

Seminario sui luoghi comuni

20. Understatement Il modernismo ha compiuto il destino del romanzo e da lì non si torna indietro: è entrato a Troia come un regalo e ha distrutto la città. Dopo aver amato Joyce, Proust, Woolf, Musil, è difficile godere delle grandi opere dell’Ottocento: piene della loro saggezza pratica, di varietà narrativa, facili da maneggiare e […]