La tremante bellezza di Carol

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In uno sguardo intenso, insistito, corrisposto, l’epifania di un’attrazione che cambierà la loro vita. Carol Aird e Therese Belivet si incontrano nel reparto giocattoli di un grande magazzino, a Manhattan, nei giorni di Natale del 1952. Carol è una signora dell’alta borghesia  in procinto di divorziare dal marito, Therese è una ragazza che ha ambizioni da fotografa, ma si mantiene con un lavoro da commessa.

Un paio di guanti lasciati sul bancone del reparto, per caso o più verosimilmente di proposito,  si offrono come pretesto per un nuovo incontro. Un avvicinamento graduale, quello tra le due donne (Cate Blanchett e Rooney Mara), che ha la forza dell’ineluttabilità;di ciò che vorremmo ci appartenesse, e non ci è permesso avvicinare, ma che non possiamo fare a meno di ricercare, ancora e ancora.

Tutto il resto è punk

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Questo pezzo è uscito sul numero di maggio di XL – la Repubblica.

“Exploitation?” La domanda in realtà è retorica, ed è la risposta che mi dà Richard Hell quando lo interrogo sulle ragioni di così tanto punk in città in questi e nei prossimi mesi. La città dove siamo e di cui parliamo è New York City, e lo “sfruttamento” a cui allude Hell riguarda il punk. Qui musei, biblioteche e vari spazi più o meno istituzionali sembrano fare a gara nel trovare l’evento più irriverente da proporre alla gente, mentre le librerie dedicano sempre più spazi a imponenti libri che, trattando il punk come fosse mitologia greca, raccontano per immagini e testimonianze più o meno dirette le varianti della storia. Un punk risorto, si direbbe. O forse soltanto un modo, a distanza di decenni dai tempi in cui si andava al CBGB’s ad ascoltare i Ramones e Richard Hell, pogare e sputare, per cavarci fuori qualcosa di utile.