Dalla vicenda Crocetta non esce bene nessuno

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Una settimana fa l’Espresso pubblicava, in un articolo a firma Piero Messina e Maurizio Zoppi, la notizia di una intercettazione del 2013 tra il governatore della regione Sicilia Rosario Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino, in cui Tutino dice che bisognava far fare a Lucia Borsellino la stessa fine del padre Paolo e Crocetta non replicava nulla.

A distanza di una settimana non si sa se questa intercettazione esista (più di una procura – a partire da quella di Palermo – ha smentito, l’Espresso insiste), e – in caso – se sia tra le carte di un’indagine pubbliche e pubblicabili. Quello che esiste invece e che è diventato enorme è il cosiddetto caso Crocetta. Ossia l’idea che il governatore sia completamente screditato, e che la sua esperienza di governo sia finita: lui ovviamente si difende con tutto se stesso.

Dopo le primarie. Al Sud il PD sarà la nuova DC?

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Questo articolo è uscito su Pubblico.

La vittoria di Bersani alle primarie del centro-sinistra, di buon margine su Renzi nelle regioni del centro-nord, è stata invece schiacciante nel mezzogiorno: in Campania il 69%, in Basilicata il 72%, in Puglia il 71%, addirittura il 75% in Calabria per riassestarsi in Sicilia su un 67% che è comunque più di quanto Bersani abbia ottenuto nella regione settentrionale che gli ha dato i maggiori consensi, la Liguria con il 65%.

Per comprendere l’exploit meridionale del segretario del PD bisogna fare un passo indietro, e tornare al confronto dello scorso 12 novembre tra i cinque iniziali aspiranti leader, gettati da SkyTg24 in ciò che sembrava un acquario stile XFactor per poi nella sostanza rivelarsi la più dolce delle acquasantiere. Ci riferiamo ancora al famigerato Pantheon della sinistra che Renzi si è affrettato a delocalizzare (Mandela e l’attivista tunisina Lina Ben Mhenni) e gli altri hanno invece portato più tradizionalmente sull’altra sponda del Tevere, tirando in ballo De Gasperi (Tabacci), la partigiana dell’Azione Cattolica Tina Anselmi (Puppato), un indeterminato papa Giovanni per Bersani (e dunque tutti i ventuno che hanno portato questo nome a dispetto dell’errore di numerazione pontificia), per finire con la più deludente e rivelatoria delle uscite, quella di Vendola.