Pier Paolo Pasolini. Un’introduzione al poeta corsaro

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Pubblichiamo l’introduzione al libro Pier Paolo Pasolini. Il poeta corsaro, uscita per La nuova frontiera junior.

di Rossano Astremo

Pasolini cammina tra le dune di Sabaudia, in una ventosa e gelida giornata invernale, poi si ferma e fissando la telecamera esprime dure e sincere parole sull’appiattimento culturale e sull’imbarbarimento civile dell’Italia dell’epoca, come conseguenza del trionfo della civiltà dei consumi: “E allora io posso dire senz’altro che il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l’Italia. Questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che, in fondo, non ce ne siamo resi conto; è avvenuto tutto negli ultimi cinque, sei, sette, dieci anni, è stato una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi e sparire e adesso, risvegliandoci, forse, da quest’incubo, e guardandoci intorno ci accorgiamo che non c’è più niente da fare”.

“Prof, sei proprio un bufu!”. Breve viaggio attorno al linguaggio giovanile

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di Rossano Astremo

Che bella l’etimologia del verbo insegnare! Insignare, composto dal prefisso “in” unito al verbo “signare”, con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo “signum”, che significa marchio, sigillo. Il nostro lavoro di insegnante non è quindi solo un atto volto alla trasmissione del sapere, ma, stando all’origine del suo significato, un’attività più affascinante e articolata, che consiste nel segnare la mente dello studente, comunicandogli un metodo di approccio alla realtà, che va ben oltre lo studio finalizzato all’ottenimento di un voto.

Verso Plutone: Giordano Meacci racconta Clyde Tombaugh

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Oggi, 14 luglio 2015, la sonda New Horizons, lanciata nel 2006, raggiungerà il punto più vicino a Plutone e lo sorvolerà per catturarne le immagini insieme a quelle del suo satellite Caronte. Pubblichiamo Tredici improbabili ipotesi di fine, appena prima dell’epilogo, il racconto di Giordano Meacci dedicato alla vita di Clyde Tombaugh, l’astronomo che scoprì Plutone e che ora sta viaggiando (in forma di ceneri) sulla sonda contenuto in ESC. Quando tutto finisce, antologia a cura di Mauro Maraschi e Rossano Astremo (Hacca edizioni) e pubblicato a puntate sul blog di Port Review.

Sarà per questo cielo così basso che s’è attaccato al confine biondoverde dell’orizzonte, saranno i brontolii schioccanti del vento sulle foglie di mais, o la puzza di concime che avvolge i campi intorno Streator come un sudario di carta sporca. Si guarda le mani, e le unghie. L’unica differenza che riesce a cogliere tra le sue dita e quelle di suo padre è nella forma delle lunette appena sopra la pelle rugosa delle distali: gli spicchi enormi di suo padre, nebbiosi e spuntati come albe d’avena appena sopra il lago; e poi le sue, ridicole, solo un accenno slavato: mezzelune ripassate di bianco ai bordi come le sottolineature marginali di un pittore dilettante. Nessuna alba di luna, si dice. E senzaluna non si è contadini. E allora sarà questo puzzo che viene dai silos, o la frustata del cielo che resta avvinghiata al soffitto della galassia quasi ne rimanesse il livido chiaro e spellato sulla guancia di Dio.

Jackson Pollock

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Pubblichiamo un racconto di Stefano Sgambati tratto dall’antologia ESC. Quando tutto finisce (Hacca) curata da Rossano Astremo e Mauro Maraschi. Stefano Sgambati oggi alle 21 sarà al Caffè letterario del Salone del Libro di Torino per presentare Gli eroi imperfetti durante l’incontro Emergenti.

«Non ho un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata».

Gli occhi di lei sulla tempia destra di lui.

«Un’altra citazione?»

«Sì, un libro».

«Quale?»

Lui si voltò verso il finestrino: non voleva guardarla, non si ricordava nemmeno com’era fatta.

«Non l’hai letto».

«Contento tu».

Sorrise. Il buio dell’abitacolo gli divorò i contorni delle labbra e il bianco, quell’inutile bianco dei suoi denti curati.