Dove tutti i confini sono incerti: “La pazza gioia” di Paolo Virzì

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“Siamo nate tristi” dice Donatella Morelli in La pazza gioia, nuovo film di Paolo Virzì scritto con Francesca Archibugi.

Donatella (Micaela Ramazzotti) e Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi) sono due ragazze – ragazze, sì – ospiti di Villa Biondi, comunità terapeutica per donne con disturbi mentali.

Iniziamo a fare le dovute distinzioni però: Beatrice Morandini Valdirana è la proprietaria della villa dove risiede la comunità, un immobile – si sfoga Beatrice – che invece di donare al bene pubblico, loro Morandini Valdirana potevano destinare a un resort di lusso con persone educate. Perché lei non sta male come loro, lei non è malata, rivendica. Lei è lì, ma potrebbe essere ovunque – “che stagione è? Estate?” chiede stordita a Donatella – e allora può andare da Pierluigi ad Ansedonia, il marito avvocato genio che l’adora. O da Renato, anche solo su una spiaggia, perché lui è povero.

Vacanze e altri deliri

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Questo pezzo è uscito su Il Foglio. (Fonte immagine)

E adesso vorresti tantissimo rimanere a Roma. Adesso che hai prenotato, pianificato, litigato, disdetto, cambiato destinazione, perso e ritrovato i passaporti, preparato la valigia perfetta, che sta nella cabina dell’aereo, adesso che purtroppo non è più inverno e l’isola è vicina, troppo vicina, adesso lo sai, che le vacanze sono una trappola e non sei abbastanza forte per partire leggera come quel trolley (detesti anche la parola trolley, e il rumore che fanno le ruote, e non è un bel modo per cominciare una vacanza: Robinson Crusoe era così convinto di ciò che voleva, così deciso, lui che appena naufragato si costruì un fortino, poi una croce, una zattera, un’identità, e tu che perdi la testa anche al controllo bagagli, ma quando ti è caduto il telefono nel water dell’aeroporto, all’andata, hai compiuto il primo – l’unico – atto eroico di tutta la vita).

Storie dal mondo: intervista a Francesca Marciano

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Più facile incontrarla su una spiaggia indiana o in partenza per 
qualche destinazione ignota, Francesca Marciano è italiana ma emana
 il fascino dell’altrove. Un “altrove” desiderato fin da bambina e poi
 trovato, prima a New York e più tardi in Kenya. Un altrove che è
 anche uno stile, un punto di vista, una lingua altra con cui
 Marciano ha scritto tutti i suoi libri (successivamente tradotti in
 italiano). Francesca Marciano è 
uno dei nostri più clamorosi casi editoriali: quando nel 1998 uscì 
Rules of the wild (Cielo scoperto) fu un vero e proprio un best seller 
in America, convincendo anche il New York Times che lo definì “degno di 
Flaubert” e dotato di una “notevole forza narrativa”. Il libro,
 ambientato in Kenya, venne pubblicato con successo in 17 paesi, e solo 
in seguito tradotto in Italia, dalla sorella dell’autrice.

Memorie dal Concertone

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È il Dodicesimo Primo Maggio, primavera 2002. Verso le 21.00 il palco ruota su se stesso rivelando alla folla gli Oasis, Ospiti Internazionali del Concertone insieme a Robert Plant. Liam Gallagher esordisce con un inequivocabile pugno chiuso alzato al cielo, prima di iniziare a cantare «The Hindu Times» con la sua solita posa – inclinato, mani incrociate dietro la schiena, abbassandosi sul microfono. Suo fratello Noel, il chiacchierone della band, accennerà un “Ciao” prima di attaccare «Don’t Look Back in Anger», in una versione slow che consente di apprezzare meglio l’omaggio a «Imagine». Il tema del concerto di quell’anno è CONTRO LE MODIFICHE DELL’ARTICOLO 18 E LOTTA CONTRO IL TERRORISMO.

La Grande Bellezza: un piccolo Gatsby

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Se avete voglia di spendere 10 euro e 50 per assistere a un videogioco di due ore e mezza che avete visto cento volte gratis quando, vagando in rete, avete cliccato per sbaglio sul banner di Prada o di Sotheby’s Realty (immobili di pregio), potete seguire il mio esempio e andarvi a vedere la versione in 3D del Grande Gatsby firmata da Baz Luhrmann.

Se invece una simile esperienza di ascesi per principianti (a un quarto d’ora dall’inizio del film starete già pensando a tutto ciò che non accade sullo schermo) volete viverla per soli sei euro il mercoledì sera, potete fare sempre come me e dedicare la vostra delusione settimanale alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.