Cent’anni di Octavio Paz

Octavio-Paz

Riprendiamo dal blog delle edizioni Sur un articolo di Valerio Magrelli uscito originariamente come prefazione a Intervista con Octavio Paz di Alfred Macadam. Il libro, pubblicato nella collana Macchine da scrivere di minimum fax, risale al 1996, quando il poeta messicano era ancora in vita.

di Valerio Magrelli

Alquanto singolare è la miscela che fa di Octavio Paz uno tra i massimi poeti viventi, un intellettuale militante, e un maître à penser. Tra i numerosi titoli tradotti in italiano, spiccano da una parte le raccolte di versi Libertà sulla parola (edito da Guanda), Vento cardinale e altre poesie (Mondadori) e Il fuoco di ogni giorno (Garzanti), dall’altra, un’opera saggistica di impressionante vastità e varietà. Mentre SE ha proposto il memorabile testo su Marcel Duchamp Apparenza nuda, Garzanti, dopo Una terra, quattro o cinque mondi e Passione e lettura, ha dato alle stampe il dotto, sterminato, capillare studio Suor Juana o le insidie della fede (Garzanti). Bastano questi pochi dati per comprendere quanto complessa sia l’opera di un autore capace di spaziare con uguale competenza e passione dall’antropologia alla critica letteraria, dalla sociologia alla storia dell’arte, dalle avanguardie storiche alla mistica barocca.