Quel che resta del rave

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Pubblichiamo un racconto di Valerio Mattioli uscito su Vice ringraziando l’autore e la testata.

di Valerio Mattioli

Ieri ero col solito Wolf Anus a un tavolino all’aperto di un noto quartiere per aperitivi di Roma. Stavo lì, cercando di convincerlo a concedermi un’altra intervista (per la precisione sulla fisica teorica—giuro), quando veniamo disturbati dall’inquietante silhouette di un circa trentenne dall’aria smunta e dal peso non superiore ai 40 chili.

“Avete qualche spiccio?”

“No,” rispondiamo noi.

“Dai, mi servono,” prosegue quello.

“A che ti servono?” chiediamo.

“Mi devo comprare gli antibiotici. Guardate qua.”

Si solleva la maglietta e ci mostra un enorme sgarro infetto. Non era una normale cicatrice: era proprio una voragine lunga qualcosa come 15 centimetri, sbrodolante pus color giallognolo e probabilmente dall’odore altrettanto ributtante. Gli diamo un euro a testa e quello se ne va (senza ringraziarci).

Inno del corpo sfatto. Nuove coordinate della Lussuria: da Lena Dunham alla MILF

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Pubblichiamo un pezzo di Fabio Cleto uscito sul N.14 di Link Idee per la televisione, Vizi Capitali. Puoi trovare Link, oltre che in libreria, anche in formato digitale per iPad (qui), per Android (qui) e per Kindle (qui). (Immagine: una scena di Girls.)

di Fabio Cleto

Teaser, I. Lust for Life

È il 3 ottobre 1951, nel Prologo di Underworld. È lo spareggio fra Giants e Dodgers, e piovono sugli spalti del Polo Grounds le pagine della rivista Life, strappate da qualcuno che ne fa istantanee del desiderio, coriandoli di un nuovo lusso ubiquo, proteiforme, imperativo: “Alimenti per neonati e caffè solubile, enciclopedie e tostapane, shampoo e whiskey di malto”. Nell’indifferenza onnivora dello spettacolo diventano tutt’uno beni e pubblicità, capolavori dell’arte e tecnologia, “Rubens e Tiziano, Playtex e Motorola” [1]. L’immagine aderisce alla vita e la replica, diventandone strumento definitivo di cognizione: Frank Sinatra apprende “di essere su Life di questa settimana” quando la pagina che lo ritrae gli sfiora la spalla. Fra stelle del cinema e celebrità dello sport, la presenza di J. Edgar Hoover – il Federale numero uno, la Grande Spia – coniuga fama e segretezza, “due estremi della stessa fascinazione”, evoca “il crepitio elettrostatico di una certa libidine nel mondo” [2].