Sarajevo, venticinque anni dopo

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Questo pezzo è uscito su Altraeconomia, che ringraziamo.

A venticinque anni dall’inizio della guerra in Bosnia e dell’assedio di Sarajevo, creare un terreno di incontro tra le diverse memorie del conflitto è la cosa più difficile che si possa immaginare.

In un tale contesto, il teatro è forse l’unico luogo all’interno del quale è stato fatto un piccolo passo al di là dei reciproci steccati. Il MESS, il più antico festival di teatro dei Balcani, è ormai giunto alla sua 56esima edizione. Nato nel 1960 sotto la vecchia Jugoslavia, non si è arrestato neanche negli anni dell’assedio, tanto che nell’agosto del 1993 fu mandato in scena uno straordinario Aspettando Godot diretto da Susan Sontag.

“Don’t forget Sarajevo!”- La Bosnia vent’anni dopo

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Pubblichiamo un articolo di Massimo Vita sulla Bosnia  uscito nell’ultimo numero della rivista «Il Reportage»

Testo e foto di Massimo Vita

Sono passati vent’anni da quel 6 aprile 1992. Vent’anni dall’inizio dell’assedio di Sarajevo e dall’inizio di una delle più atroci guerre europee dal dopoguerra ad oggi. La Bosnia mi accoglie a braccia aperte, con la gentilezza innata dei suoi abitanti, con la voglia di contatto umano, con la voglia di tornare a una normalità che sembra ancora lontana. Si respira aria di primavera a Sarajevo e in tutta la Bosnia, anche se marzo e aprile sono i mesi in cui il freddo balcanico non ha ancora abbandonato il Paese, gli sbalzi di temperatura tra giorno e notte sono notevoli e ogni tanto la neve regala qualche bianco momento anche nelle città.