L’ideologia del protagonista

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Riprendiamo un testo dal blog Il primo amore.

di Tiziano Scarpa

Sono morte le ideologie, hanno trionfato le storie. Che sono ideologie mascherate. Ma se questo è vero, in che cosa consiste il nucleo ideologico delle storie? Perché una narrazione dovrebbe essere di per sé ideologica? Non sto parlando delle narrazioni palesemente false, manipolatorie, ma di tutte le storie. Perché una narrazione è ideologica, anche quando è accurata e in buona fede?

Ci pensavo in questi giorni; tutte le cose che mi succedevano intorno sembrava che mi parlassero, dicendomi la stessa cosa.

L’ideologia della narrazione prevede una gerarchia tra la figura e lo sfondo. Contano solo i personaggi. L’ambiente in cui si muovono è un pretesto per allestire le loro faccende.

Nel tempo di mezzo

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La recensione di Giorgio Vasta all’ultimo libro di Marcello Fois, «Nel tempo di mezzo», uscita per «Repubblica».

Nell’incipit del nuovo romanzo di Marcello Fois, Nel tempo di mezzo (Einaudi 2012), il protagonista, appena arrivato a Cagliari dal Friuli dove è nato e ha vissuto in orfanotrofio fino all’età di ventisette anni, rivolgendosi all’impiegato di un ufficio della capitaneria di porto non riesce a pronunciare per intero il suo nome: Vincenzo, riesce a dire, ma il cognome – Chironi – non viene fuori.
Marcello Fois sa che gli uomini sono strutturalmente fratti, spezzati in varie parti che di rado e sempre a fatica riescono a tenere insieme. Sa che per ricucire tra loro i pezzi di un’esistenza ci vogliono anni da attraversare in lungo e in largo, e che spesso una vita sola non basta perché per provare a dare consistenza alle cose servono intere generazioni e servono i racconti che a quelle generazioni danno la parola.
Fois sa dunque che a causa di questa loro natura frantumata la parola degli uomini è incompleta e che tra il nome proprio – ciò che ci individua e ci sostanzia – e il cognome – ciò che ci collega a una storia familiare ma ancora di più alle epoche, al tempo irrisolvibile – c’è un luogo che è una cesura, qualcosa che rischia di essere un vuoto e che ambisce, se qualcuno se ne prenderà cura, a trasformarsi in una trama.

Il non-italiano

Nel 2007 La Stampa commissiona a Gianluigi Ricuperati un articolo su Renato Soru, all’epoca Presidente della Regione Sardegna, con cui Ricuperati collabora insieme a Stefano Boeri per l’organizzazione di Festarch, un festival internazionale di architettura che si tiene ogni anno a Cagliari. L’articolo non verrà mai pubblicato. Ma oggi che sappiamo come sono andate a […]