Noi orfani di Steve Jobs, ovvero Il meraviglioso mondo degli aspiranti startupper

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Questo reportage fa parte di un numero speciale che Sbilanciamoci ha curato per il Manifesto di agosto. di Costanza Galanti Sono le quattro di notte nell’ex base Nato al limitare della faggeta di Allumiere sui monti della Tolfa, e nella sala attrezzata per il proiettore siamo seduti su comode poltroncine con le Red Bull, una […]

Renzi: vedere le carte, grazie.

Matteo-Renzi

Segnalamo dal sito di sbilanciamoci quest’analisi che parte dalla riforma del mercato del lavoro al contrasto all’evasione fiscale. Un confronto tra le proposte di politica economica di Matteo Renzi e quelle di Stefano Fassina

di Mario Centorrino, Pietro David

Nel dibattito interno al Pd sembra prevalere un’attenzione spasmodica intorno a tre temi:

a) le regole in base alle quali dovrà svolgersi il rinnovo degli organi di partito;

b) il rapporto che dovrà stabilirsi tra segretario del partito e candidato premier con ipotesi che oscillano tra l’unificazione e la sovrapposizione dei due ruoli;

c) i diversi posizionamenti, ora definiti, con termine sofisticato, “endorsement” da assumere a favore dei candidati da parte delle correnti, gruppi, leadership locali.

Spaghetti e surf: Van Parijs replica alla Fornero

fornero

Secondo la ministra del lavoro, in Italia “con un reddito base la gente si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”. Per risponderle, ecco un’intervista di Giuliano Battiston a Philippe Van Parijs, del Basic Income Earth Network, che abbiamo trovato sul sito di sbilanciamoci.info e che è tratta dal volume «Per un’altra globalizzazione» (Edizioni dell’Asino).

Prima di capire le ragioni per cui dovremmo fare nostra l’idea di “versare a tutti i cittadini, incondizionatamente, un reddito di base cumulabile con ogni altro reddito”, valutiamo le obiezioni più comuni, tra cui quella – già avanzata da Marshall in un diverso contesto – che i diritti di cittadinanza debbano accompagnarsi a delle contropartite, a dei doveri; che ci debba essere un legame tra reddito e lavoro; che la concessione del reddito vada condizionata a un contributo produttivo, o alla volontà di darlo. Come lei ricorda ne «Il reddito minimo universale», soprattutto nell’Europa continentale è forte il modello “bismarckiano” “conservator-corporativista” della protezione sociale, l’idea che la previdenza sociale sia legata al lavoro e allo statuto di salariato del cittadino. Mentre nel saggio «Il basic income e i due dilemmi del Welfare State» riconosce che la parziale “disconnessione tra il lavoro e il reddito richiederebbe un radicale ripensamento” culturale, anche in quei pochi partiti di sinistra che ancora oggi riconoscono nel lavoro un tema centrale della loro agenda politica. Come favorire questo ripensamento? E come risponde alle obiezioni menzionate?

Breve storia della crisi

economy

Questa testo è contenuto in appendice al saggio «Manifesto degli economisti sgomenti. Capire e superare la crisi» (pubblicato da Sbilanciamoci! e da minimum fax, 2012), un libro importante perché smentisce alcune false certezze sulla crisi economica che stiamo attraversano e fornisce delle misure alternative per fronteggiarla. Questa breve storia della crisi curata da Andrea Baranes ne è un assaggio.

di Andrea Baranes

Troppo debito?
Nella prima metà degli anni Novanta il governo Berlusconi annunciava un nuovo miracolo italiano fondato sulla crescita e lo sviluppo, prometteva tagli delle tasse per cittadini e imprese, investimenti pubblici per trasformare il paese.