Gli animali e la morte

di Stella Levantesi

Per 17 giorni e 1600 chilometri ha portato con sé il suo cucciolo morto, nuotava e lo sospingeva nell’acqua con la testa. Era il 2018 quando J35, un’orca del nord-ovest del Pacifico, ha conquistato i titoli di giornale di tutto il mondo. Raramente, nel mondo animale, una madre resta così tanto tempo attaccata al cucciolo morto. La sigla J35, che i ricercatori usano per identificare gli esemplari di cetacei, in questo caso, non bastava. L’orca venne chiamata Tahlequah, come una cittadina dell’Oklahoma, una parola forse ripresa dalla lingua Cherokee nella quale “ta-li” and “ye-li-quu” significano, “solo due” o “due bastano”. Due, come Tahlequah e il suo cucciolo.

Richard Powers ci pone domande massimaliste sulla letteratura e intanto scrive un altro romanzo

di Christian Raimo “Per buona parte della storia umana, quando l’esistenza era troppo breve e tetra per significare qualcosa ci servivano delle storie per compensare. Ma ora che siamo sul punto di vivere la vita, soddisfacente e quasi indolore che la nostra intelligenza merita, è ora che l’arte ci conduca oltre un nobile stoicismo”. Che […]

Nube

di Andrea Capocci Gli incontri tra gli aerei e le ceneri eruttive non hanno mai causato incidenti gravi. Certo, un paio di volte in trent’anni è capitato che agli aerei che le attraversavano si spegnessero tutti i motori, e non dev’essere stato piacevole. Ma in entrambi i casi, dopo qualche minuto di volo libero i […]