Lavorare sul fuoco. Scott Spencer e Un Amore Senza Fine

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di Natalia La Terza

Ho letto Un amore senza fine pubblicato nel 1979, candidato al National Book Award e inserito nei migliori libri di quell’anno dal New York Times – piuttosto tardi. Erano passati mesi dalla seconda pubblicazione in Italia, giugno 2015, da Sellerio (la prima, nel 1980, per Mondadori), nella traduzione di Francesco Franconeri.

Era un periodo in cui mi accorgevo che, se uno scrittore o una scrittrice non mi facevano venire la voglia di rileggere la loro prima pagina subito dopo averla finita, avevo paura di non arrivare nemmeno all’ultima. Della storia scritta da Scott Spencer avevo letto il giudizio di Jonathan Lethem, che lo paragonava a uno dei miei libri e uno dei miei film preferiti: Il grande Gatsby e La rabbia giovane, e ne avevo sentito parlare, entusiasta, da Tiziana Lo Porto.

Amore e scrittura: intervista a Scott Spencer

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica. (Fonte immagine)

L’amore è o non è. È l’indubbia impossibilità di rimanere divisi. È l’assenza di compromessi. Esiste solo al tempo presente (non è amore se è stato o sarà). È senza fine. Lo racconta magistralmente Scott Spencer in un romanzo pubblicato in America nel 1979 e oggi felicemente riproposto in Italia. Il libro si chiama Un amore senza fine (traduzione di Francesco Franconeri, Sellerio, pp. 592, 15 euro), venerato da lettori, critica e colleghi scrittori alla sua uscita e negli anni a venire. Un libro di culto che si rivela ancora oggi pieno di grazia, in ogni pagina, evento o sentimento raccontato.