“Maternità” di Sheila Heti. Un pezzetto di libertà vera

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Miles ha detto che la decisione spetta a me: lui non vuole figli a parte quella che ha già avuto, abbastanza casualmente, quando era giovane, che vive con la madre in un altro paese e passa da noi le feste e metà dell’estate. […]
Se proprio voglio un figlio possiamo anche farlo, ha detto, però devi essere sicura.

La protagonista senza nome di Maternità, scritto da Sheila Heti e pubblicato qui in Italia da Sellerio con la traduzione di Martina Testa, deve decidere se vuole avere un figlio e il tempo stringe. È una donna di trentasette anni, una scrittrice con sei libri pubblicati in luogo dei sei figli avuti invece da sua cugina, ha un compagno che ama, è insomma in quella fase della vita che, diamo un po’ tutti per scontato, apre alla stagione della ruminazione obbligatoria. Se vuole un figlio può averlo, ma appunto, deve essere sicura. E questo vuol dire in sostanza rispondere a quella che Rebecca Solnit ha chiamato la madre di tutte le domande. Maternità è la mappa, o forse dovrei dire il diario di viaggio, la narrazione di tutti i luoghi mentali ed emotivi in cui questa domanda ha condotto l’autrice – il libro è definito un romanzo, questa la sua collocazione editoriale, questa la definizione che Heti stessa, a giudicare dalle interviste che ho letto, preferisce. La voce narrante di queste pagine lo chiama, di volta in volta, “un profilattico”, “una scialuppa di salvataggio”, “una difesa scritta”, “il luogo di questa lotta”, “un libro per prevenire lacrime future”.

Trans: a memoir

ANOHNI

Questo pezzo è uscito sul Mucchio, che ringraziamo (fonte immagine).

di Beatrice Mele

Prima di entrare nel cast di Orange Is The New Black, Laverne Cox aveva già recitato in tv, sempre con piccole parti, sempre nel ruolo della prostituta, nient’altro che la reiterazione di un cliché, quello di un corpo buono per il sesso in contesti segnati dal degrado e dalle difficoltà, come se fosse una provenienza umile e poco alfabetizzata a segnare un destino apparentemente estraneo alle fasce abbienti e benpensanti della società.

Oggi che è un volto riconoscibile nella lotta contro le discriminazioni, Cox ricorda la solitudine dell’infanzia in Alabama trascorsa tra il bullismo e l’ostinazione della madre nel crescere da sola e garantire un’istruzione ai suoi due bambini, la vergogna quando la maestra la sorprese in abiti da donna e la libertà sperimentata nella danza. Un goffo tentativo di suicidio, poi la rinascita. Nella popolare serie Netflix, il suo personaggio è in prigione perché ha violato la legge per pagarsi la transizione, l’iter di interventi chirurgici e terapie ormonali che comporta cambiamenti nelle emozioni e nel corpo dell’individuo nonché nel suo relazionarsi con la società, e nell’episodio diretto da Jodie Foster focalizzato su Sophia si scopre che ha una moglie che le è rimasta accanto e un figlio con il quale il rapporto si è fatto più complicato.

100 libri per una biblioteca della nonfiction narrativa

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Dal 21 al 23 novembre torna alla Triennale di Milano il ciclo di incontri organizzati da Studio. Vi segnaliamo il programma completo e in particolare l’incontro di venerdì 21 alle 18.30 sul tema Il racconto della realtà: intervengono Cristiano de Majo, Lorenzo Mieli, Aldo Grasso, Francesco Anzelmo e Niccolò Contessa.

Riprendiamo un articolo di Cristiano de Majo apparso su Studio.

(Ho scritto un lista di 100 libri immaginando di mettere insieme una biblioteca di nonfiction narrativa: reportage, memorie, autobiografie, biografie, saggi personali… Ovviamente è un genere che sfugge a una definizione precisa e che quindi si presta all’interpretazione soggettiva, ma la lista è anche un modo per cercare di disegnare un perimetro di questo genere,  che trovo il più interessante campo di applicazione della letteratura in questi anni. Ci sono sicuramente alcuni buchi – libri che non letto, che ho dimenticato o che non considero fondamentali al contrario di altri -e sicuramente un po’ di favoritismo interno, nel senso che sono inclusi libri italiani, anche piccoli e sconosciuti, accanto a capolavori riconosciuti. C’è anche forse una  considerazione perferenziale per le uscite più recenti rispetto a libri del passato e non so se dipende dalla freschezza della lettura o dal fatto che questo tipo di libri si trovino in un momento di interessante evoluzione. L’elenco non segue un ordine preciso.)

L’inventario dell’amore

Pubblicato sulla Domenica del Sole24Ore il 10 gennaio 2009. L’amore inizia come un’esperienza di invenzione e finisce come un’esperienza di inventario. Il secondo libro di Leanne Shapton, trentasettenne autrice canadese e residente in America, si regge interamente su un’idea: raccontare la nascita, lo sviluppo e la dissoluzione di una storia d’amore come se i due […]