Il grand tour di Sicilia, prima parte

GiovaneMozia3

Pubblichiamo la prima parte di un reportage di Matteo Nucci apparso sul Venerdì di Repubblica. Nelle prossime settimane pubblicheremo la seconda e la terza parte.
Secondo il mito, tutto ha inizio a Creta, nel labirinto che Minosse, re di Cnosso, ha fatto costruire per il Minotauro generato da sua moglie. L’artigiano inventore chiamato a corte per l’occasione è un ateniese dal nome che diventerà per noi significativo della sua più famosa creazione. Si chiama Dedalo, infatti, come dedalico è l’intrico di vie da cui è impossibile uscire a meno che non si abbia in mano un filo come fanno Arianna e Teseo su suo segretissimo suggerimento. Ma Minosse non si lascia ingannare. E per punire l’aiuto prestato a chi è venuto a uccidere il Minotauro, decide di riservare a Dedalo la prigionia più spietata, rinchiudendolo assieme al figlio nel labirinto che lui stesso ha inventato. Dedalo però è un uomo dalle mille risorse. E la risorsa è il poros in greco antico, ossia il passaggio. Per vedere l’unico passaggio che dà accesso alla libertà basta cambiare prospettiva e guardare in alto, in cielo. Dedalo forgia ali di cera con cui lui e Icaro possano volare via fuggendo dal labirinto e da Creta.

Uno bravo con la polvere

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Questo pezzo è uscito sul Post. (Immagine: Jon Rafman, BNPJ: Delaunay Reading Room.)

di Mario Fillioley

Roberto Alajmo deve avere un malo carattere. Me ne sono accorto una volta che ero dentro al cinema Aurora e guardavo un documentario sulla gestualità dei siciliani. Sulle poltrone accanto alla mia c’era tutta questa gente che rideva e si compiaceva per come venivamo fuori da quel film, e vabbe’, pure io ridevo. Mi specchiavo dentro a uno schermo che come un parrino mi assolveva da tutti i miei difetti, e anzi mi diceva che non c’era manco bisogno di confessarmi, perché tanto erano difetti simpatici, stavano a significare calore, ospitalità, estroversione, e tutta una serie di minchiate che si presume sempre siano caratteristica precipua dei siciliani. O forse di tutti gli isolani. O forse, ancora più in generale, di chiunque viva in condizioni di palese arretratezza e che per tanto si suppone ancora in contatto con valori primitivi, legati a un mondo quasi estinto, sopravvissuto solo in località remote, come appunto la Sicilia.

Per Vincenzo Consolo

Fabio Stassi ci regala un ritratto appassionato dello scrittore Vincenzo Consolo, scomparso qualche giorno fa. L’appendice che segue sono gli appunti che Stassi ha conservato di un passato Salon du livre di Parigi, dove Consolo fu ospite e parlò della sua ricerca stilistica e della sua poetica.

di Fabio Stassi

Ho conosciuto Vincenzo Consolo nella biblioteca di Storia contemporanea della Sapienza di Roma. Era un giorno di maggio del 1995. L’avevamo invitato a parlare delle biblioteche frequentate nella memoria e nel sogno.

Pippo Fava

09

Il 5 gennaio del 1984 Giuseppe Fava, scrittore e giornalista, fondatore dei Siciliani, veniva ucciso all’uscita del teatro Verga di Catania dove era andato a prendere la nipote.
Nel 2009 la casa editrice Mesogea (Messina) ha ripubblicato uno dei suoi romanzi, La passione di Michele, e volevamo cogliere l’occasione per parlare di un uomo che pagò con la vita la totale assenza di retorica del – e nel – suo lavoro.

Morire di stato

05. Decesso della Seconda Repubblica 4/12/09 di Gianluca Cataldo Dichiarazioni di Spatuzza davanti ai giudici della II sezione della Corte d’Appello di Palermo (in trasferta a Torino). Il pentito verrà poi smentito dai fratelli Graviano, o meglio da uno dei fratelli Graviano. Riportiamo, a tal riguardo, l’estratto di un articolo di Giuseppe D’Avanzo pubblicato su […]

Vent'anni fa

Vi proponiamo una selezione di articoli apparsi sulla stampa italiana nei giorni del 1989 immediatamente successivi alla morte di Leonardo Sciascia, il 20 novembre di quell’anno. Una piccola raccolta di parole d’addio di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere questo scrittore dal carattere serioso e insondabile. A vent’anni dalla sua scomparsa, noi di […]