Critica come fraternità: Marco Strappato

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Questo articolo è stato pubblicato, in forma leggermente diversa, su Artribune.

A prima vista, si potrebbe quasi dire che il lavoro di Marco Strappato sia gelido: alieno. (È il fratello straniero, lo Sconosciuto che viene da un altro luogo.) Si ritrae infatti da ogni lettura “poetica”. Si fonda sul meccanismo – sulla costruzione e gestione di sistemi. All’interno di questi sistemi quali si organizzano le “opere”, che ricercano e occupano una posizione intermedia, sospesa. Alcune di esse infatti – più esplicitamente di altre – sono, nelle parole dello stesso artista, “cose che sono delle opere ma che al tempo stesso non lo sono”. Preview, versioni beta.