Un amore proibito. “La cattiva strada” di Sébastien Japrisot

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Lust och fägring stor, tradotto in Italia con l’originalissimo Passioni proibite, è un film svedese del 1995 che, l’anno dopo, verrà candidato all’Oscar come miglior film straniero. Racconta di Stig, quindicenne, che si innamora di Viola, vent’anni più grande e sua professoressa. Lei lo ricambia, permettendoci così di sfogliare un bell’album di scene di sesso, ambienti freddi e, sullo sfondo, guerra: è il 1943, e la Svezia sta rivalutando la sua posizione nel secondo conflitto mondiale.

Il film, diretto da Bo Widerberg, consacra, per poi ucciderlo, il genere “Minorenne che, durante la guerra, si innamora di una donna più grande, trascinando lei in una crisi esistenziale e se stesso verso, più o meno, la gloria formativa del sentirsi uomo”. Dagli anni Settanta è un filone particolarmente florido, per il cinema europeo: l’Italia ha già prodotto, su questo canovaccio, le pellicole sottovalutate di Salvatore Samperi, e lanciato tra le altre Laura Antonelli e Monica Guerritore.