“Cheese”, il bellissimo esordio di Zuzu

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di Simone Tribuzio

Prima tavola: due ragazze in ginocchio sul letto si scambiano un po’ di effusioni, per ritrovarsi poco dopo sdraiate nel pieno del loro atto sessuale. “Uh Zuzu guarda! Che disagio… solo ora capisco cosa fanno a letto le lesbiche”.

Chissà che film si era fatto in testa il suo amico Dario, prima di sedersi su una delle poltrone polverose del cinema di provincia (nella seconda tavola) per vedere La vita di Adele, vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 2013. Ma l’attenzione – così come l’occhio – di Zuzu è rivolta ad un ragazzo che sta per uscire dalla sala: un giovane affascinante (a suo dire) di nome Rocco.

Stranger Things: una guida ragionevole

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di Simone Tribuzio

Manca ancora poco al binge watching più sfrenato per quanto riguarda una nota serie originale Netflix: trattasi proprio dell’attesissima terza stagione di Stranger Things. La serie dei fratelli (gemelli) Duffers, attingendo a piene mani dall’immaginario cinematografico horror e fantastico degli anni ’80, si è conquistata in poco tempo un pubblico vastissimo e grazie anche – in parte – al sano passaparola. La ricetta che ha portato la serie al successo mondiale, e sulle bacheche di tutti i profili social, è ascrivibile in primo luogo a due (tra i vari) elementi che le hanno permesso di accedere a pieno titolo nell’olimpo della cultura pop.

Tutto questo ha spinto Nadia Bailey, autrice ed esperta di cinema e lifestyle, a scrivere quello che è un manifesto, una limpida dichiarazione d’amore verso un prodotto televisivo che unisce tanti altri fan sotto lo stesso tetto.

La chiave a stella di Giorgio Poi

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di Simone Tribuzio (foto di Fabio Mores)

“Scrivere, per me, è disegnare, unire le linee in modo che diventino scrittura, o disunirle in modo che la scrittura diventi disegno”
Jean Cocteau

Il prossimo 31 luglio si festeggeranno i cento anni dalla nascita di Primo Levi: partigiano, chimico e scrittore. Universalmente conosciuto per il suo impegno nel raccontare, attraverso diari e opere di enorme rilevanza letteraria, l’esperienza vissuta nei campi di concentramento di Auschwitz.

Con La chiave a stella cambiò direzione: fu infatti il primo romanzo di fiction dello scrittore torinese, che si inserì subito nel filone della letteratura industriale, e con il quale vinse il Premio Strega nel 1979.

Con Fa niente (Bomba dischi, 2017), Giorgio Poi, cantautore nato a Novara ma dall’animo cosmopolita, si era buttato in un calderone riempito di tropicalismi e di sonorità più mediterranee.

Zerocalcare da MAXXI – Rebibbia è pop

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di Simone Tribuzio

La cosa buffa è che pensavo in partenza di fare una storia di zombi (Dodici, ndr), e in realtà sempre più mi sono accorto che ci sono pochissimi zombi e che stavo facendo una storia sul mio quartiere. È una cosa che faccio inconsapevolmente. Mi trovo sempre a raccontare le cose che conosco, piuttosto che a lavorare di fantasia. È una mia dichiarazione d’amore per Rebibbia.” Zerocalcare

Prodotta da Minimondi eventi e dal MAXXI stesso, la retrospettiva Scavare fossati, nutrire coccodrilli si pone l’obiettivo di contenere tutte le opere giovanili di Zerocalcare, venute prima della fase attuale di autore di fumetti e graphic novel per Bao publishing. La mostra è aperta al pubblico dallo scorso 10 novembre 2018, per chiudere il 31 marzo 2019.

Liberi come Cinzia: intervista a Leo Ortolani

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di Simone Tribuzio

Questa strofa di Renzo Rubino, del brano Il postino (amami uomo), riesce a sintetizzare gli intenti di Paul, l’ex postino ora conosciuto come Cinzia Otherside: la Lucciola della quinta strada che ha cambiato identità per amore di Rat-Man. E fu proprio grazie a Cinzia – l’allora postino Paul – se Deboroh La Roccia decise di vestire i panni del vigilante che la Città senza nome meritava (forse) da tempo immemore.

La formula storia lunga sembra da sempre appartenere alla cifra del papà di Rat-Man, serie conclusasi dopo vent’anni gloriosi di storia editoriale.

Con Cinzia (Bao Publishing, 2018), Leo Ortolani ci consegna un personaggio tridimensionale per cui preoccuparsi quando viene giudicata per quello che è, e per cui fare il tifo nei botta e risposta contro chi sputa pregiudizi.

Terrore e perdita. “Ciò che stringi nella mano destra ti appartiene” di Pascal Manoukian

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di Simone Tribuzio

(immagine: disegno di copertina di Guido Scarabottolo)

“Come definireste complessivamente la vostra vita? Felice, molto felice, infelice o molto infelice?”

Da questa domanda parte Ciò che stringi nella mano destra ti appartiene (in Italia edito da 66thand2nd nella traduzione di Francesca Bononi): secondo romanzo di Pascal Manoukian, scrittore (autore del premiato Derive) e reporter; per venti anni corrispondente nei territori devastati dalla guerra (Libano, Iraq e Guatemala per citarne alcuni).

Un interrogativo, quello di cui sopra, che Charlotte vede proiettato su uno schermo durante una conferenza. E quindi? Be’, tutto sommato lei è una che può ritenersi felice: ha un lavoro che le piace, vive in una grande città, Parigi, è sposata con l’uomo della sua vita: Karim. E proprio da lui aspetta un bambino.

Il lungo viaggio di Frank Miller, da Devil a Superman

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di Simone Tribuzio

Quando mi è stato chiesto cosa volessi fare come prossimo progetto, ho risposto: Superman. Credo che tutti siano rimasti un po’ sorpresi, perché a causa della saga del Cavaliere Oscuro, la gente crede che io odi Superman. Ma quella era la prospettiva di Batman. Superman è stato il mio primo super eroe. Ancor prima di iniziare a leggere fumetti, grazie alla serie animata di Max Fleischer. Io e John Romita Jr. ci stiamo lavorando, e ci stiamo divertendo come non mai. Così Frank Miller, ha annunciato il suo ritorno ai testi, affiancato da John Romita Jr; lo stesso disegnatore con cui aveva già lavorato a Devil: l’uomo senza paura e Il ritorno del Cavaliere Oscuro: l’ultima crociata.

Annunciato inizialmente per l’agosto scorso, Superman: Year One – una miniserie in tre parti sulle origini dell’ultimo figlio di Krypton, collocata nella nuova collana Black Label dell’etichetta Dark Horse – comincia a farsi attendere.