Hydra, Marianne e Leonard Cohen

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Questo pezzo è uscito su il Venerdì di Repubblica.

Per celebrare i prossimi ottant’anni di Leonard Cohen (21 settembre) uscirà a giugno in America un libro che racconta i suoi anni in Grecia, nell’isola di Hydra, e la storia d’amore con Marianne, all’anagrafe Marianne Ihlen, nella canzone So Long, Marianne. Il libro si chiama come la canzone (So Long, Marianne, ECW Press, pagg. 288, 24,95 $) e a firmarlo è la giornalista norvegese Kari Hesthamar. La storia accuratamente raccontata da Hesthamar nasce da una lunga intervista rilasciata, dopo anni di silenzio sull’argomento, da Marianne Ihlen, musa e compagna di Cohen nei suoi anni in Grecia. Ed è da Marianne che il libro comincia, tenendo Leonard Cohen da parte per un centinaio di pagine.

Sede Vagante – I media e il Vaticano/2

pontifex

Qui la prima parte. (Fonte immagine: PontifEX (2013), documentario di Emiliano Sacchetti, prodotto da Federico Schiavi.)

Nei discorsi che hanno accompagnato il cammino verso la recente elezione del nuovo pontefice è stato inevitabile che si facessero paragoni con “l’altra volta”. Magari meglio circostanziato nei dibattiti televisivi, ma spesso per le strade chiamato semplicemente “l’altra volta”, il lungo calvario di Giovanni Paolo II e la successiva elezione di Benedetto XVI rappresentano l’eterno paradigma dell’evento epocale per eccellenza. I numeri possono dare un’idea delle differenze tra le due successioni: Wojtyla fu ricoverato una prima volta il 1 febbraio 2005 e morì il 2 aprile successivo; le esequie furono celebrate l’8 aprile, il conclave si svolse il 18 e il 19, l’intronizzazione di papa Ratzinger avvenne il 24 aprile. Un totale di 83 giorni, contro i soli 37 trascorsi dall’annuncio di dimissioni di Benedetto XVI alla messa di insediamento di Francesco. Va considerato inoltre che nel 2005 il cambiamento di pontefice avveniva dopo quasi 27 anni, dall’ottobre del 1978.

Mai una diva

mariangela melato

Questo pezzo è uscito su Studio. (Immagine: Mariangela Melato in una scena di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller.)

“Signora del teatro” era una definizione che le andava stretta: «Mi fa arrabbiare, sono stupita di quante cose ho fatto nella vita». Aveva ragione, perché Mariangela Melato è stata una delle signore di tutto lo spettacolo italiano, programmaticamente anti-diva, attrice indipendente, sempre in fuga: «È l’ordinazione veloce che fa una signora», le disse una volta l’amica Franca Valeri. È morta a 71 anni all’alba a Roma, avrebbe dovuto essere in piena attività con la tournée de Il dolore di Marguerite Duras che doveva partire a ottobre da Genova, dove era di casa allo Stabile dal 1992, ma era stata cancellata per l’aggravarsi della malattia. «In questi momenti le frasi sembrano di circostanza, ma con lei no, non è così», ha detto il mattatore Gigi Proietti. «La sua morte, per il nostro ambiente, è senza dubbio una delle notizie più tristi che ho ricevuto. Lo dico davvero».