Spaghetti e surf: Van Parijs replica alla Fornero

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Secondo la ministra del lavoro, in Italia “con un reddito base la gente si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”. Per risponderle, ecco un’intervista di Giuliano Battiston a Philippe Van Parijs, del Basic Income Earth Network, che abbiamo trovato sul sito di sbilanciamoci.info e che è tratta dal volume «Per un’altra globalizzazione» (Edizioni dell’Asino).

Prima di capire le ragioni per cui dovremmo fare nostra l’idea di “versare a tutti i cittadini, incondizionatamente, un reddito di base cumulabile con ogni altro reddito”, valutiamo le obiezioni più comuni, tra cui quella – già avanzata da Marshall in un diverso contesto – che i diritti di cittadinanza debbano accompagnarsi a delle contropartite, a dei doveri; che ci debba essere un legame tra reddito e lavoro; che la concessione del reddito vada condizionata a un contributo produttivo, o alla volontà di darlo. Come lei ricorda ne «Il reddito minimo universale», soprattutto nell’Europa continentale è forte il modello “bismarckiano” “conservator-corporativista” della protezione sociale, l’idea che la previdenza sociale sia legata al lavoro e allo statuto di salariato del cittadino. Mentre nel saggio «Il basic income e i due dilemmi del Welfare State» riconosce che la parziale “disconnessione tra il lavoro e il reddito richiederebbe un radicale ripensamento” culturale, anche in quei pochi partiti di sinistra che ancora oggi riconoscono nel lavoro un tema centrale della loro agenda politica. Come favorire questo ripensamento? E come risponde alle obiezioni menzionate?

Terapie telegeniche

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Ai bambini buoni, Babbo Natale porta i regali a fine dicembre. A quelli cattivi, carbone. Ai ricercatori dovrebbe pensarci la Finanziaria, ma sappiamo come vanno le cose. Meno male che da vent’anni, a metà dicembre (dal 16 al 19), arriva Telethon: con mille collette e una maratona televisiva, porterà ai ricercatori sulle malattie genetiche oltre trenta milioni di euro di elemosine. È una cifra notevole, se paragonata ai cento milioni destinati ai progetti di ricerca ogni anno dal governo, che però devono bastare per tutti, dagli astrofisici agli archeologi. Per soccorrere l’Abruzzo terremotato, gli italiani hanno donato sessanta milioni di euro, il doppio di Telethon. Solo che i terremoti capitano ogni tanto, mentre Telethon festeggia la ventunesima edizione.