Il mistero dei formidabili Bronzi di Riace

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Questa mattina riapre a Reggio Calabria il museo archeologico della Magna Grecia, che ospita i bronzi di Riace. L’articolo di seguito è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Fu un chimico romano, un sub estivo, a ritrovarli, il 16 agosto 1972. A trecento metri dalla costa di Riace, otto metri di profondità, fra Locri e Punta Stilo, Stefano Mariottini vide un braccio, ebbe paura, pensò che si trattasse di un cadavere, tornò a immergersi.

Non poteva sapere di essere il protagonista di uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici del secolo. Né del mistero che sarebbe seguito. Chi erano quei due ragazzi di bronzo tirati fuori dalle acque cinque giorni dopo dai carabinieri sommozzatori del nucleo di Messina? Da dove provenivano? Chi li aveva creati? Eroi greci? Statue  trafugate e affondate in un naufragio? E gli scudi che imbracciavano? E le lance? Gli elmi? Molte delle domande che sarebbero sorte nei giorni e negli anni seguenti non hanno mai avuto risposta.