La fuga di Filippo Simeoni che affondò Lance Armstrong

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Questo articolo è uscito sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo (fonte immagine).

Il 23 luglio 2004 al Tour si corre una tappa, la diciottesima, che sembra di puro trasferimento. Montagna dura il giorno prima, cronometro impegnativa il giorno dopo. I campioni si risparmiano. Gli altri, chi vuole e chi può, cercano la fuga buona. Probabile che il gruppo non vada in caccia. Una vittoria al Tour vale come minimo un rinnovo di contratto, e poi si entra nell’albo d’oro. Non è soddisfazione da poco. Si va da Annemasse a Lons-le-Saunier, 166 chilometri. Dopo una trentina  parte una fuga che può essere quella buona. Sono in sei: Flecha, Fofonov, Mercado, Joly, Garcia Acosta e Lotz. Quando il loro vantaggio è di un minuto dal gruppo esce una maglia bianconera, della Domina Vacanze, numero 198. È Filippo Simeoni che ci riprova.

Intervista a Steven Knight

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e accolto come uno dei migliori film del festival, esce il 30 aprile nelle sale italiane per la Good Films Locke, scritto e diretto da Steven Knight. Già sceneggiatore per Stephen Frears (Piccoli affari sporchi) e David Cronenberg (La promessa dell’assassino), Knight ha esordito alla regia lo scorso anno con il thriller Redemption – Identità nascoste, interpretato da Jason Statham. Interamente girata dentro una BMW che da Birmingham si dirige a Londra, la sua opera seconda prende il titolo dal cognome dell’uomo che è dentro l’auto, Ivan Locke, interpretato dall’attore inglese Tom Hardy.