Nel nome del coniglio

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Pubblichiamo, ringraziando l’editore, un racconto di Stephen Graham Jones contenuto nella raccolta Albero di carne, uscita per Racconti edizioni.

di Stephen Graham Jones

Al terzo giorno mangiavano la neve. Anni dopo sarebbe ritornato in mente al ragazzo, di colpo, durante un colloquio di lavoro: il padre che si sputava in mano pezzetti di semi o aghi di pino. O quello che c’era nella neve. Il ragazzo aveva guardato i rimasugli marroni sul palmo della mano del padre, che alla fine annuì, se li rimise in bocca e girò la faccia dall’altra parte per mandarli giù.

Invece di dormire, si schiaffeggiavano la faccia per restare svegli. Il posto che avevano trovato sotto l’albero non era riparato dal vento, ma era asciutto. Non avevano idea di dove fosse l’accampamento, o di come trovare da lì l’autocarro o, in seguito, la superstrada. Non avevano nemmeno un fucile, solo il coltello che il padre del ragazzo teneva assicurato con delle cinghie al fianco destro.