Povera e nuda vai, distopia

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Ricetta universale della distopia. Preparate una base di futuro prossimo tendente al totalitario e arricchitela di strutture burocratiche o tecnocratiche imperscrutabili e invisibili. Abbiate cura di asciugare ogni residuo di privacy e identità del singolo e sovrapporre alla massa così ottenuta conformismo e alienazione collettiva. Dosate la tensione alzandone progressivamente il calore da stabile a insostenibile, movimentando l’azione con qualche ben piazzato picco extrasistolico: e non dimenticate il contrasto tra forza salvifica dei rapporti umani autentici e spersonalizzanti entità superiori, o il composto non avrà coesione! Guarnite con tematiche relative al controllo ossessivo dell’individuo e alla perdita della libertà di pensiero, decorate con un ben impiattato richiamo a 1984 di Orwell e servite in tavola. Facile, no?

No.

Come un romanzo scritto in modo osceno può produrre una grave mistificazione culturale e politica: su “Quando” di Walter Veltroni

Walter-Veltroni

di Christian Raimo Come tutta la produzione artistica e intellettuale di Veltroni (i suoi film, i suoi romanzi, i suoi saggi politici, le sue recensioni cinematografiche, le sue poesie, le sue infinite prefazioni, qualunque cosa abbia scritto), anche l’ultimo romanzo di Veltroni, Quando, edito da Rizzoli, è molto brutto, di una tale bruttezza che diventa […]