Vivere e lavorare alla Shakespeare & Company di Parigi

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Dal nostro archivio, un pezzo di Sara Marzullo apparso su minima&moralia il 4 ottobre 2016.

È in una sera di fine giugno che Julia mi invita a cenare con gli altri tumbleweed nell’appartamento che un tempo era stato di George Whitman. Da un po’ a questa parte lo hanno messo a disposizione dello staff e dei ragazzi che dormono tra i libri, perché abbiano un posto dove cucinare; in questa stagione il tramonto arriva tardissimo e fuori dalla finestra Notre Dame è splendida come sono splendide le cose che non paiono mai vere.

Sotto il tavolo c’è Aggie, la gatta chiamata come Agatha Christie che un giorno è apparsa nella sezione dei gialli e che ha finito per essere adottata dalla libreria; se questa non fosse un’immagine davvero troppo stucchevole, direi che chiunque qui si sente come quel gatto: una volta che impari a muoverti in mezzo a quegli scaffali, andarsene diventa difficile.

Un irlandese in America

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Pubblichiamo un estratto da Un irlandese in America — La New York di Brendan Behan. Il libro dello scrittore e drammaturgo irlandese è uscito in questi giorni per 66thand2nd, che ringraziamo. I disegni sono di Paul Hogarth.

di Brendan Behan

Il celebre Greenwich Village è l’unico vero quartiere latino di tutti i posti che conosco, e anche in Europa occidentale. Dicono che sia pieno di sesso a pagamento, e senza dubbio è un luogo di perversione. La perversione c’è a Londra come a Parigi, a Reykjavík come a East Jesus, nel Kansas. C’è perversione ovunque, ma l’unica cosa eccitante che ho trovato nel Village è stata quando mi hanno offerto della marijuana. Purtroppo, la povera vecchia marijuana ha dovuto vedersela con un paio di bottiglie di bourbon, quindi non saprei dirvi granché.