Contro la rogna dell’antispecismo

toro

Un’intervista di Matteo Nucci a Fernando Savater uscita in forma ridotta su Repubblica, in occasione dell’uscita in Italia del suo ultimo lavoro, «Tauroetica» (Laterza).

La casa di Fernando Savater, a Madrid, è un labirinto di libri e oggetti di ogni genere, pupazzi, chincaglieria, ninnoli. Molti quadri di cavalli, come è inevitabile per un uomo stregato dagli ippodromi fin da quando era bambino. Nulla invece di tori. Nessuno di quei segni che in Spagna si trovano ovunque nelle case degli aficionados, come qui vengono chiamati gli appassionati di corrida. Eppure l’ultimo libro del filosofo basco ha un titolo eloquente, lo stesso con cui arriva ora in Italia: Tauroetica (Laterza), e la ragione principale che ha spinto Savater a scriverlo è stata la difesa delle corse dei tori durante il dibattito che ha portato la Catalogna a vietarle da quest’anno.

L’ultima corrida

toro

BARCELLONA. “Libertad, libertad, libertad”. Il grido echeggia ancora mentre escono i toreri portati in trionfo. Piange il vecchio addetto all’arena. Piange un appassionato torturando tra le mani nodose il vecchio berretto. Piange una ragazza che ha dipinto di rosso le labbra per la serata d’altri tempi. E chissà quanti ancora piangono.