Il teatro Valle non è in mano a dei mediocri

Domenica scorsa sull’Unità, nella sua rubrica settimanale, Goffredo Fofi ha scritto dell’illusione giovanile a sentirsi e voler essere dei “creativi” come uno dei danni più tragici che sono stati prodotti da tanto tempo di assistenzialismo e protezione statale in campo artistico e culturale. In coda all’articolo l’attenzione del critico e sociologo si concentrava sugli occupanti del Teatro Valle, che venivano criticati per mancanza di chiarezza negli intenti e per una paura del futuro evidentemente individuale (leggi l’articolo). Sempre sull’Unità gli risponde Christian Raimo, nostro redattore e in prima linea nella protesta che si svolge da più di un mese tra le mura del teatro romano. Noi pubblichiamo di seguito il suo intervento e vi invitiamo a partecipare all’assemblea programmata per oggi pomeriggio alle 17.

Lavoratori della conoscenza che fanno politica

Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento di Christian Raimo, che ha parlato in rappresentanza del gruppo TQ in una delle assemblee che si svolgono ogni giorno al Teatro Valle di Roma, ancora occupato. Ci si immagina in un discorso comune.

Teatro Occupato

Il Teatro Valle a Roma è stato occupato ieri mattina. Qui, ad esempio, ma praticamente un po’ dappertutto in Rete, si possono trovare notizie in merito. Martedì sera, al Valle, c’era decisamente una bella atmosfera. Così, finché dura, l’invito di minima&moralia per chi vive a Roma è di recarsi al Valle: ancora un’altro giorno all’insegna della partecipazione e del cambiamento.