Il “porcile” di Pier Paolo Pasolini: intervista a Valerio Binasco

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Da oggi Porcile di Pier Paolo Pasolini è in scena al teatro Metastasio di Prato, per la regia di Valerio Binasco. Pubblichiamo di seguito un’intervista a Binasco, comparsa nel programma dello spettacolo presentato in anteprima al festival dei 2 mondi di Spoleto (fonte immagine).

In un racconto intitolato «Calvino contro Pasolini», Christian Raimo immagina un destino alternativo dei due grandi scrittori del secondo Novecento italiano, in cui il primo è un autore “scomparso” che dopo il successo del primo libro si è rifugiato a Cuba scomparendo dai riflettori, mentre il secondo è diventato il boss un po’ mafioso della letteratura italiana. Proprio lui, PPP, autore contro per definizione. Si tratta ovviamente di un’operazione ironica e un po’ irriverente, che serve a prendere le distanze non tanto dal vero Pasolini, quanto dal momento a lui eretto dalla cultura italiana.

miniTube #4: Ingiustizie cinematografiche

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Da molto tempo non mettevo piede in una chiesa. Domenica scorsa ho fatto qualcosa di più, qualcosa che non facevo da molto più tempo: sono andato a messa. Sono entrato nella chiesa dei padri gesuiti a Bergamo, una chiesa piccola fuori dal centro, non lontano dalla stazione. Sono arrivato in largo anticipo, involontariamente, e senza fretta, al termine, me ne sono andato. Poi ho raggiunto il centro, e davanti alle locandine fuori da un cinema lungo via Torquato Tasso ho deciso di assistere all’unica proiezione serale di Jagten (la caccia, tradotto per l’Italia con Il sospetto).

Trovo l’ultimo di Thomas Vinterberg un film grandioso, ai livelli di Festen, che lo ha reso celebre e premiato (Cannes ’98). Il film mi ha scosso, dico fisicamente; accade così quando il tema è quello dell’ingiustizia, se in discussione è la lotta dell’umano contro l’emergere dell’ingens sylva, la barbarie, per affermare il bisogno di civiltà.