Foxcatcher, un film che sarebbe piaciuto a Raymond Carver

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Foxcatcher è il quarto lungometraggio di Bennett Miller, già acclamato per Capote (2005) e Moneyball (2011). Come i precedenti lavori del regista e come molti altri film nelle sale in questo momento (American sniper di Clint Eastwood, The imitation game sulla vita di Alan Turing, The theory of everything su Stephen Hawking, Big eyes di Tim Burton) è un film biografico: il che ci dice già qualcosa sul bisogno di un certo storytelling contemporaneo di radicarsi saldamente alla realtà, memore forse del grande discorso che attraversa le arti sul realismo e la non-fiction (e dico di certo storytelling perché vale anche il contrario, se è vero che i film più attesi del 2015 sono quasi tutti di fantascienza).

Intervista a Seth Grahame-Smith

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Questa intervista è uscita su Repubblica Sera.

Riscrivere Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen come una storia zombie? Che orrore! Raccontare che Abraham Lincoln fosse un cacciatore di vampiri? Assurdo. Invece c’è chi l’ha fatto, e con successo. Seth Grahame-Smith, trentasettenne newyorkese dall’aria scanzonata ma tutt’altro che ingenuo, professionista della scrittura tra narrativa, saggistica, televisione, fumetto e cinema (sceneggiatore ad esempio di Dark Shadows di Tim Burton), ha infatti messo a frutto la sua passione “nerd” per zombie, vampiri, lupi mannari, storie fantastiche e paurose, e ha pubblicato Orgoglio e pregiudizio e zombie e La Leggenda del Cacciatore di Vampiri: Il diario segreto del presidente (da cui nel 2012 il film di Timur Bekmambetov). Due romanzi di successo usciti in Italia per Nord, a cui si aggiunge in questi giorni La bugia di Natale, pubblicato da Multiplayer.it, una rivisitazione della Natività con zombi e magie, con i Re Magi che sono tre ladroni che si incontrano per caso e salvano il Bambino.