Bibliophile: miscellanea di una miscellanea

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Il libro lo inizia scrivendo: “Lo scopo di questo libro è triplicare la misura della vostra pila di libri da leggere”. Lo chiama una Wunderkammer letteraria, fatta di flussi di coscienza e sei o più o meno gradi di separazione che collegano libri, scrittori, biblioteche, librerie e simili. Dopo il successo del volume disegnato My Ideal Bookshelf (con Thessaly La Force, Little, Brown and Company, pp, 240, 24.99 $) che raccoglieva gli scaffali di libri preferiti da celebrità di vario tipo, l’artista americana Jane Mount ha raddoppiato con Bibliophile: An Illustrated Miscellany (Chronicle Books, pp. 224, $ 24.95), incantevole raccolta scritta e disegnata di appunti, liste e storie legate al grande mondo dei libri.

Di cosa parliamo quando parliamo di groupie

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Nel 2000 il regista, attore e scrittore americano Cameron Crowe ridiede lustro alla figura della groupie con il film semi-autobiografico Almost Famous. Protagonista della storia è un giornalista adolescente che viene mandato dalla rivista Rolling Stone in tour con la sua rock band preferita per scrivere un reportage. Coprotagoniste sono un manipolo di incantevoli ragazze, capitanate da una certa Penny Lane, che in qualità di groupie accompagnano la band in tour e in modo anticonvenzionale ma efficace si prendono anche cura dell’educazione sentimentale del ragazzino.

Masha Gessen e la Russia, tra storia e futuro

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Photo by Кирилл Жаркой on Unsplash

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

A raccontare la Russia degli ultimi trent’anni e del presente, è in libreria il bel volume Il futuro è storia (Sellerio, traduzione di Andrea Grechi, pp. 694, 18 euro), vincitore lo scorso anno del National Book Award per la non-fiction.

La frontiera US-Messico in quattro libri

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

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C’è un punto della frontiera tra Stati Uniti e Messico in cui se provi a chiedere in che Stato ti trovi, nessuno sa dirtelo con certezza. Potrebbe essere Texas, o Nuovo Messico, potrebbe anche essere Messico. Sono poche centinaia di metri tra El Paso e Ciudad Juárez, in assenza di muro e separate solo dai binari della ferrovia che collega le due città e dal rapido passaggio di qualche treno. Tra un treno e l’altro messicani in cerca di un futuro migliore provano ad attraversare clandestinamente e rapidamente i binari, rifugiandosi nelle cucine di un ristorante italiano che è affacciato sul Messico ma è già in territorio americano.

Prima e dopo ci sono solo chilometri di muro, evocativo di viaggi interrotti, famiglie divise, violenza diffusa.

Donne che traducono

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Tradurre è un atto politico

A ribadire con fermezza la politicità dell’atto del tradurre, è il libro Donne in traduzione (Bompiani, pp. 570, 25 euro), antologia di saggi curata da Elena Di Giovanni e Serenella Zanotti, entrambe ricercatrici e docenti di lingua e traduzione inglese.

Sfilano dentro il volume saggi dedicati alla traduzione femminista, sviluppatasi come teoria e come pratica a partire dagli anni ottanta e utile oggi a capire l’importanza del mestiere di traduttore. “La traduzione è uno degli ambiti professionali tradizionalmente riconosciuti come femminili”, scrivono le due curatrici in prefazione al libro, evidenziando come la relazione tra traduttrice donna e scrittore uomo rientri spesso in quella logica binaria “che induce a definire donne le infermiere e uomini i medici, donne gli insegnanti e uomini i professori, donne le segretarie e uomini i dirigenti d’azienda”.

Dispacci dalla frontiera: intervista a Francisco Cantù

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Pubblichiamo un pezzo apparso su Robinson, che ringraziamo, qui in una versione estesa.

Il suo libro lo ha dedicato “a tutti coloro che rischiano l’anima per attraversare o pattugliare un confine innaturale”, restituendo alla frontiera la sua nature spirituale, che sì a che fare con i corpi, ma anche con l’arbitrio, le contingenze, le ragioni per cui scegliamo di vivere una vita piuttosto che un’altra, o di essere un tipo di persona e non un altro. Francisco Cantú ha scritto il suo luminosissimo Solo un fiume a separarci. Dispacci dalla frontiera (Minimum fax, traduzione di Fabrizio Coppola, pp. 300, 18 euro) dopo avere studiato per anni all’università le relazioni tra Messico e Stati Uniti e avere lavorato come agente sul campo per la polizia di frontiera.

Vivere a New York, oggi: il racconto di Ana Asensio in “Most Beautiful Island”

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Opera prima e piccolo gioiello del cinema indipendente internazionale,  il lungometraggio Most Beautiful Island diretto dall’attrice, sceneggiatrice e regista spagnola Ana Asensio, è uscito l’estate scorsa per per Exit Media. Presentato al Torino Film Festival e al Festival di Cinema Spagnolo di Roma e vincitore del Premio speciale della Giuria all’ultimo SXSW di Austin, il film è un thriller semiautobiografico ambientato oggi a Manhattan (l’isola più bella del titolo).

Morire per sopravvivere, il viaggio tra musica e amore di Chuck Klosterman

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo.

Ritorna in libreria lo scrittore e saggista americano Chuck Klosterman con un impeccabile e struggente reportage scritto attraversando mezza America a bordo di una Ford Taurus Silver. Il libro si chiama Morire per sopravvivere. Una storia vera all’85% (minimum fax, traduzione di Maurizio Bartocci, pp. 300, 16 euro), è stato pubblicato inizialmente nel 2005 e dell’America racconta la strana, complicata relazione tra rock, amore e morte. Nel farlo Klosterman racconta anche di sé, e di noi lettori.

Sfacciatamente famoso. Un documentario su Jean-Michel Basquiat

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Dentro un appartamento di downtown a New York si legge la scritta “Boom for Real”, in nero su una parete grigia, riconoscibile dai caratteri come uno dei famosi pezzi a firma SAMO con cui dal 1978 al 198o gli artisti Jean-Michel Basquiat e Al Diaz ridisegnarono pareti e mura di downtown a New York (SAMO stava per same old shit). Basquiat è in piedi davanti alla scritta, sorride. “‘Boom for real’ significa diventare sfacciatamente famosi”, spiega al telefono la regista Sara Driver, che ha scelto Boom for Real: The Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat come titolo del documentario con cui racconta gli anni adolescenti dello sfacciatamente famoso artista americano.

Viaggio a Flint, Michigan

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Benvenuti a Flint, 66 miglia a nordovest di Detroit, Michigan. Nel 2017 ha conquistato il nono posto nella classifica dell’FBI delle città più pericolose del Nord America, e a detta dell’ultimo censimento è la città più povera del paese. Fuori dal Michigan è conosciuta soprattutto come la città di Michael Moore, che da Roger & Me, il suo film d’esordio del 1989 ambientato lì, l’ha immortalata in quasi tutti i suoi documentari, raccontando al mondo miseria, criminalità e tutti i problemi quotidiani che da una quarantina d’anni a questa parte (in pratica dalla chiusura degli stabilimenti della General Motors che ha fatto perdere il lavoro a più di 35mila persone) rovinano la vita dei suoi concittadini.