Storie per imparare a vivere. Intervista a Helen Macdonald

Helen Macdonald, pictured in Elveden Forest, Norfolk.

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo (fonte immagine).

Nel 2007 la ricercatrice, naturalista e scrittrice inglese Helen Macdonald perde il padre, il fotografo londinese Alisdair Macdonald (suo il celebre scatto di Carlo e Diana sposi che si baciano sul balcone di Buckingham Palace). La reazione nel breve periodo è vivere il lutto in solitudine. Appassionata di uccelli rapaci fin da bambina e con una lunga esperienza da falconiera alle spalle, dopo qualche mese Macdonald decide di comprare un astore (della stessa famiglia dei falchi, l’astore è un po’ più grande e soprattutto più feroce e imprevedibile) e di allevarlo.

Indagare il nostro tempo: i documentari di Alex Gibney

frank

Questo pezzo è uscito sul Venerdì (nella foto, Frank Sinatra: fonte immagine).

Dagli anni ottanta a oggi Alex Gibney ha diretto più di trenta documentari, raccontando personaggi (da Hunter S. Thompson a Eliot Spitzer, Lance Armstrong e Steve Jobs) e fenomeni (il più recente è Scientology in Going Clear: Scientology e la prigione della fede, tratto dall’ottimo reportage di Lawrence Wright, pubblicato in Italia da Adelphi, La prigione della fede) che del contemporaneo hanno il luccichio di superficie e il profondo lato oscuro.

Il figlio di Saul di László Nemes

saul

Sono state annunciate oggi le nomination per i premi Oscar 2016: il film di László Nemes “Il figlio di Saul” – in uscita da noi il 21 gennaio – è tra le nomination per il Miglior film straniero. Di seguito pubblichiamo un’intervista (uscita sul Venerdì, che ringraziamo) di Tiziana Lo Porto all’attore protagonista del film, Géza Röhrig.

All’ultimo Festival di Cannes ha vinto il Gran Premio della Giuria, è stato osannato come un capolavoro dalla critica ed è tra i nove candidati all’Oscar come miglior film straniero. Opera prima del regista ungherese László Nemes, Il figlio di Saul (dal 21 gennaio nelle sale italiane per Teodora Film) è una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale all’interno di uno dei Sonderkommando, i gruppi di ebrei che prima di essere uccisi dai nazisti venivano costretti a sterminare altri ebrei, ed è ispirata ai loro scritti (in Italia sono raccolti nel volume La voce dei sommersi, curato da Carlo Saletti e edito da Marsilio).

Le letture di James Franco, adesso

james

Questo articolo è uscito su Icon, che ringraziamo (fonte immagine).

Questa conversazione con James Franco inizia da uno scambio di messaggi. Sono da Strand Bookstore, a New York, una mattina d’ottobre. Ho appena letto il bel memoir di Grace Jones, I’ll Never Write My Memoirs, e i due magnifici libri di Ta-Nehisi Coates, The Beautiful Struggle e Between the World and Me (quest’ultimo uscirà in Italia per le edizioni Codice). Tra i tavoli affollati della libreria cerco un libro che stia al passo, che sia altrettanto bello. Scrivo un messaggio a James Franco per chiedergli cosa leggere.Questo articolo è uscito su Icon, che ringraziamo (fonte immagine).

Questa conversazione con James Franco inizia da uno scambio di messaggi. Sono da Strand Bookstore, a New York, una mattina d’ottobre. Ho appena letto il bel memoir di Grace Jones, I’ll Never Write My Memoirs, e i due magnifici libri di Ta-Nehisi Coates, The Beautiful Struggle e Between the World and Me (quest’ultimo uscirà in Italia per le edizioni Codice). Tra i tavoli affollati della libreria cerco un libro che stia al passo, che sia altrettanto bello. Scrivo un messaggio a James Franco per chiedergli cosa leggere.

Maira Kalman: Fai presto e aspetta

girls

Questo articolo è uscito sul Venerdì di Repubblica (fonte immagine).

La collaborazione tra il Moma di New York e l’artista e designer Maira Kalman (autrice di diversi libri illustrati e di alcune meravigliose copertine del New Yorker) è nata poco più di un anno fa. Nel 2014, ispirata da alcune foto della collezione permanente del Museum of Modern Art, Kalman realizza insieme allo scrittore Daniel Handler (quello di Lemony Snicket) un piccolo bellissimo libro scritto, con foto e disegnato che si chiama Girls Standing on Lawns, ragazze in piedi sui prati. Le foto e i disegni (di Kalman, accompagnate dai testi di Handler) sono esattamente questo: giovani donne di altri tempi in piedi su un prato in posa per farsi fotografare.

Miss Julie, un dramma del potere. Intervista a Liv Ullmann

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica (fonte immagine).

C’è un momento nella Miss Julie diretto da Liv Ullmann in cui l’imminente suicidio della protagonista viene annunciato da un coro di uccelli che cinguetta nel bosco. In altre circostanze gli uccelli avrebbero distratto la ragazza, le avrebbero fatto barattare il dolore con la bellezza del mondo. Ma Julie procede già separata da sé e dal bosco, ormai incapace di ascoltare uccelli che non siano il suo, un cardellino giallo brutalmente ucciso poche scene prima dall’amatissimo amante.

Tutta la grazia del punk

kominas

Riprendiamo questo reportage di Tiziana Lo Porto uscito nel 2007 su XL Repubblica: racconta della scena punk musulmana negli Stati Uniti. “La notizia sembra essere sempre che anche noi musulmani siamo gente normale”, raccontavano i Kominas, la band di Boston il cui ultimo album, TBA, è del 2014 (fonte immagine).

L’idea di essere deportati a Guantanamo Bay probabilmente è il loro incubo peggiore, a cui si aggiungono malumori, scontenti, finanche minacce da parte di un Islam fondamentalista, che di certo non vede di buon occhio il fatto che una manciata di ragazzi musulmani si svegli una mattina e decida di fare musica punk. E come non bastasse, che lo faccia cantando proprio le cose dell’Islam, trasformando in anatemi le sure del Corano e gridando a squarciagola che, sì, Maometto era un punk. Capita in America, dove l’uscita di un romanzo intitolato The Taqwacores (pubblicato in Italia per Newton Compton con il titolo Islampunk) e firmato da una delle figure di punta del nuovo Islam d’America, il trentenne Michael Muhammad Knight, ha tirato le fila e dato visibilità a tutta una scena di punk musulmani che, sparsi in tutta America, si presenta come una delle cose più vivaci e irriverenti della scena musicale tout court.

L’arcobaleno di D.H. Lawrence

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo (fonte immagine).

Per alcuni è il romanzo migliore di David Herbert Lawrence. Lo scorso agosto il quotidiano The Guardian lo ha felicemente inserito tra i cento migliori libri pubblicati in lingua inglese, preferendolo a Figli e amanti e L’amante di Lady Chatterly.

Lo scorso 30 settembre L’arcobaleno, voluminoso e magnifico prequel del più celebre Donne innamorate, ha festeggiato cento anni e a celebrarne il centenario in Italia è la casa editrice Elliot riproponendolo oggi in una nuova edizione (traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, pagg. 550, 19,50 euro).

Halloween: un racconto

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Pubblichiamo Halloween, un racconto di James Franco tratto dalla raccolta In stato di ebbrezza edita da minimum fax.

di James Franco

traduzione di Tiziana Lo Porto

Il giorno di Halloween di dieci anni fa, al mio secondo anno di liceo, ho ucciso una donna.

Avevo passato il pomeriggio a bere a casa di Ed Sales, e visto che ero in libertà vigilata non avrei dovuto farlo. Le condizioni della mia libertà vigilata erano che potevo prendere la macchina solo per andare e tornare da scuola. Ma erano passati già sei mesi da quando ero stato fermato perché minorenne in stato di ebbrezza, e i miei genitori erano diventati più elastici nel farmi usare la macchina. Quel martedì di Halloween, invece di tornare a casa, ho portato un po’ di amici da Ed e ci siamo ubriacati tutti.

The Wolfpack, o della pericolosità del mondo

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Questo pezzo è uscito su Il Venerdì di Repubblica.

Nel settembre 2010 la regista Crystal Mosel porta sei ragazzi nello studio del fotografo Dan Martensen. Il film che sta girando Mosel in quel momento è il magnifico documentario The Wolfpack – Il branco (poi Grand Jury Prize al Sundance Festival e in questi giorni nelle sale italiane distribuito da Wanted), la storia di sei fratelli che (per scelta dei genitori, preoccupati dalla pericolosità del mondo di fuori) hanno trascorso infanzia e adolescenza chiusi in un appartamento del Lower East Side a New York.