La ragazza con l’orecchino di perla: marketing o conoscenza?

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Pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari, che tornerà a fine marzo in libreria con Istruzioni per l’uso del futuro, uscito sul blog del Fatto Quotidiano.

Una galleria d’arte contemporanea di Bologna – la Spazio Testoni – ha appena inaugurato una mostra di interpretazioni contemporanee della Ragazza con l’orecchino di Perla, il capolavoro di Vermeer trionfalmente esibito poco lontano, a Palazzo Fava. Uno degli artisti invitati a partecipare, Giovanni de Gara, mi ha chiesto di spiegargli perché fossi contrario a questa clamorosa operazione di marketing: e ha deciso di incorniciare ed esporre in quella mostra proprio la mail con la quale gli ho risposto (vedi foto).

Così facendo, Giovanni ha interpretato il proprio ruolo di artista come quello del bambino che dice “il re è nudo”. È questa, infatti, la più antica e misteriosa funzione degli artisti: dire la verità.

La Costituzione, in prima persona.

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Oggi, martedì 28 gennario alle 17 e 30, presso il Dipartimento di Filosofia, a Villa Mirafiori, nell’aula XII, Via Carlo Fea 2, 00161 Roma, Tomaso Montanari terrà una relazione dal titolo Patrimonio artistico e democrazia come primo incontro del seminario permanente, organizzato dalla Cattedra internazionale Emilio Garroni dedicato al tema di una “Topologia del senso comune”. Questo è il sito del progetto. Chi non ha avuto la fortuna di ascoltare Emilio Garroni quand’era vivo, si guardi almeno questo video. Questo qui sotto è l’abstract dell’intervento.

Il più importante repertorio di immagini della prima età moderna – l’Iconologia di Cesare Ripa – contiene un’allegoria della Conservazione il cui senso è che la «durazione» delle cose si può assicurare solo a condizione di una «trasmutazione».
È proprio così: l’ambiente e il patrimonio storico e artistico della nazione italiana dureranno solo se gli italiani «trasmuteranno» la loro mentalità. Per farlo abbiamo bisogno di pensieri diversi, di parole che non siano quelle – fruste, inefficaci, fallimentari – che affondano ogni giorno il discorso pubblico italiano. Di un altro modo per guardare alla funzione della cultura.

Il garante dello stato delle cose: Matteo Renzi

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Pubblichiamo il discorso tenuto da Tomaso Montanari all’assemblea pubblica su «Firenze non è una merce. Renzi, il governo della città e la Costituzione» tenutasi a Firenze il 25 novembre. (Fonte immagine: ANSA/Maurizio Degl’Innocenti)

Tra meno di due settimane il Partito Democratico affiderà se stesso, quel che resta della Sinistra e soprattutto del Paese a Matteo Renzi.

Lo farà senza convinzione: per mancanza di meglio. Ed è forse per questo motivo che nessuno si chiede veramente chi sia e che cosa rappresenti Matteo Renzi. Come uno struzzo, l’Italia mette la testa sotto la sabbia: preferisce non sapere.

Si parla del clan di Renzi, dei poteri fortissimi che lo sostengono e ne tirano i fili, perfino dei suoi abiti firmati: ma non delle sue idee, del suo programma, dell’Italia che vuole.

Ma noi fiorentini sappiamo chi è Matteo Renzi. E non possiamo, non dobbiamo tacere.

Con il suo quinquennale non-governo Firenze si è trovata in una posizione del tutto singolare: da una parte è stata abbandonata a se stessa da un’amministrazione rinunciataria, latitante e ben decisa a non sostituire, ma semmai ad affiancare, i preesistenti centri di potere; dall’altra si è vista trasformare in un laboratorio politico in cui è stato possibile conoscere in anteprima i connotati dell’Italia del prossimo futuro.

Mr Tod’s e il Colosseo

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Pubblichiamo un articolo di Tomaso Montanari, autore del pamphlet Le pietre e il popolo, uscito ieri sul Fatto quotidiano.

Diego Della Valle va annoverato tra i padri della Patria o è un furbetto che vuole fare le scarpe al Colosseo?

La risposta è nel contratto di sponsorizzazione firmato nel gennaio 2011 tra il padrone delle Tod’s e l’allora commissario dell’archeologia di Roma, Roberto Cecchi. Come è noto, in quell’occasione Della Valle si impegnò a donare 25 milioni di euro (deducibili fiscalmente) per finanziare il restauro dell’Anfiteatro.

In cambio di cosa? La Tod’s dichiara che costituirà l’Associazione Amici del Colosseo: non, come il nome indicherebbe, una libera riunione di cittadini capace di autodeterminarsi attraverso il voto, ma una fondazione controllata da Della Valle. E quasi tutti i benefici riservati allo sponsor vengono girati da Tod’s a questa fondazione.

Europa: avvenire dell’America

Riportiamo l’articolo di Sergio Luzzatto apparso domenica 5 luglio sul Sole 24 ore. di Sergio Luzzatto Non il “politichese”, ma l’economichese”, è l’esperanto del nostro tempo. Del sogno di una lingua universale coltivato da un fantasioso quanto ingenuo oculista polacco di fine Ottocento, Ludwik Zamenhof detto “Doktoro Esperanto”, sembra oggi non essere rimasto in vita […]