La notte contraddice il giorno. Un racconto su Torquato Tasso

the_maze

Tutti siamo stati qualcun altro. Anche quando gli concederanno stanze più grandi e comode, con una finestra le cui sbarre a croce spiccano nere contro il cielo grigio o azzurro, i topi continueranno a strillare e parlare.

Meno numerosi e meno di frequente, magari, ma l’hanno fatto in passato, e questo vuol dire ricordarselo sempre. Sa benissimo che i detenuti possono affezionarsi persino ai ragni, che gli animali si possono addestrare per divertire o spaventare, che i suoi nemici sono pronti a qualsiasi scherzo, ma stavolta è diverso.

Nella cella bianca del seminterrato, dove lo avevano incatenato le prime settimane e poi tenuto alcuni mesi, i topi facevano più strepito degli altri prigionieri, di là dal muro che puzza d’urina e aceto.

Armi e Bagagli, un diario dalle Brigate Rosse

corraini

Pubblichiamo di seguito la prefazione di Emanuele Trevi a Armi e Bagagli, il memoir di Enrico Fenzi ripubblicato da Egg Edizioni, e un estratto dal primo capitolo del libro. La prefazione di Emanuele Trevi, che ringraziamo, accompagnava l’edizione Costa & Nolan. L’illustrazione è di Pietro Corraini.

Cause ed effetti

di Emanuele Trevi

Per introdurre Armi e bagagli di Enrico Fenzi mi sarà necessario condividere almeno in parte gli stessi rischi che l’autore ha affrontato scrivendo la sua opera. A farmi accettare questi rischi non basterebbe nemmeno la profonda amicizia che mi lega a Enrico: l’argomento decisivo, in questi casi e di fronte a una materia così spinosa, non è, non può essere che il grande valore di questo libro, non a caso arrivato alla sua terza edizione (ora alla quarta, ndr). Ma è proprio intorno e in conseguenza a questa nozione di “valore” che iniziano i guai. A primo impatto, infatti, potrebbe anche suscitare fastidio e addirittura ripugnanza l’elogio delle qualità letterarie di un libro che ha per sottotitolo Un diario dalle Brigate Rosse.